UNA FIGLIA DOWN: un surplus di amore


Come cambia la vita e la storia di due giovani sposi con una figlia down

Foto di Famiglia Cristiana n. 30, 26 luglio 2009«SIAMO STATI CHIAMATI, COME GENITORI, A DOVER COMPRENDERE L’ACCETTAZIONE DELLA VITA E DI UNA FIGLIA CHE NON CORRISPONDEVA ALLE ASPETTATIVE E AI SOGNI FATTI. SIAMO RIPARTITI LO STESSO».

Sono Chiara, e Matteo è mio marito. Abbiamo deciso di sposarci nel 2003. Da bravi scout, abbiamo sempre pensato che il matrimonio fosse una route, cioè una strada, che un uomo e una donna scelgono di percorrere insieme, ciascuno con la sua personalità e lo zaino carico delle proprie esperienze. Così, con queste premesse, siamo partiti. Nel 2006 è nata Letizia: in questi anni in cui lei si è aggiunta, una grande gioia ci ha accompagnato nel nostro cammino. Siamo diventati padre e madre, ma la fatica della strada era carica di amore, al punto che abbiamo deciso di godere ancora del “dono della creazione”: il 25 marzo 2009 è nata Marta, con la sindrome di Down.

Ed eccoci lì, seduti sul ciglio della strada che abbiamo scelto insieme, con uno zaino troppo pesante per poter proseguire il cammino. Un papà e una mamma chiamati a comprendere la vera accettazione della vita, e di una figlia che non corrisponde alle aspettative e ai sogni fatti; due genitori chiamati a comprendere che l’amore non sempre coincide con la felicità. Ma la cosa che, più di ogni altra, mi ha sorpreso e che voglio raccontare è che in quella stanza di ospedale, carica di dolore, siamo stati chiamati a essere padre e madre, marito e moglie.

Già, marito e moglie… È ritornata, con forza, la scelta di vita che abbiamo fatto. È risuonato il “per sempre” della nostra relazione, perché è lì che troviamo la forza di proseguire nel nostro amore. Ci siamo tenuti per mano, semplicemente, ci siamo sentiti vicini e forti, in grado di alleggerire ancora i nostri zaini, perché sappiamo che l’essenziale facilita il cammino, e che si comprende solo se fatto con “passo regolare e sicuro”. C’è sempre un senso nel procedere, e noi lo sappiamo. Io con il mio zaino, Matteo con il suo, più leggeri e consapevoli che è importante avere con noi una Bibbia, unica risorsa che parla d’amore: la vocazione di ogni sposo e di ogni sposa.

È così che abbiamo ricominciato, partendo da noi stessi, scoprendo ancora una volta l’immensità dell’amore coniugale, certi che il nostro essere genitori sarà pieno solo se saremo in grado di camminare uniti e aiutarci l’un l’altro quando la fatica incombe su entrambi.

Ora non siamo più seduti sul ciglio della strada. Siamo ripartiti. La ricchezza che abbiamo dentro è enorme. I compagni di viaggio, amici e parenti, si sono stretti attorno a noi, e le relazioni si sono consolidate. Non sarà un dono di Dio questo nostro diverso modo di essere genitori?
CHIARA

Un grazie di cuore a Chiara e Matteo. In tempi molto avari di buone notizie, la vostra storia ci apre l’orizzonte su un mondo in cui è ancora bello abitare. Non è quello che, ossessivamente, ci viene presentato con il sinonimo della felicità, fatto di soldi e notorietà, di bella presenza e di consumi a gogò.

Niente di tutto ciò nella vostra famiglia. Non c’è neppure quella condizione che potremmo chiamare di tranquilla normalità: anche la salute è assente, perché la vostra seconda bambina è nata con la sindrome di down…
(da Colloqui col padre – La lettera della settimana – Famiglia Cristiana n.30, 26 luglio 2009)

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»»» Sindrome di Down. Integrarsi è possibile!

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5 pensieri su “UNA FIGLIA DOWN: un surplus di amore

  1. Credo che coppie così ce ne siano rimaste poche..e forse è proprio per questo che dio ha dato a loro questa grande prova..complimenti..ed auguri..di cuore!

  2. ciaoooo 😀 bellissima questa lettera *_* spero di trovare anche io un giorno l\’amore quello vero , quello come questo di marta e il marito, capace di sopportare tutto e di condividere momenti belli e brutti 🙂

  3. Bellissima testimonianza!!!! Conosco una coppia di amici Eugenio e Paola Marrone di Castel d\’Azzano (Verona) che oltre ad avere 6 figli loro, grazie a Dio, tutti sani, hanno adottato 4 bambini con handicap vari, tra cui uno down. Sono venuti a trovarmi mercoledì scorso, di passaggio a Roma, e la serenità e l\’amore che si respira stando con loro ti fa stare bene.

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