Il Tabor… Luogo del senso alla vita (Mt 17,1-9)


Il Tabor non è il luogo della vita, ma del dare senso alla vita. Il luogo della vita è nella pianura dove ci sono le contrarietà, le fatiche, le incoerenze, le cadute, le sofferenze. Fuggire dalla “pianura” è una tentazione costantemente in agguato. Anzi è l’agguato del credente.

Letture: Gn 12,1-4a; Sal 32; 2 Tm 1,8b-10; Mt 17,1-9

ascolta il vangelo della II domenica di Quaresima - Matteo 17,1-9

 

Sei giorni prima dell’episodio che oggi il vangelo ci racconta, Gesù aveva cominciato a “spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno”.
I discepoli erano rimasti sconcertati, tanto che Pietro, prendendosi una risposta raggelante di Gesù, aveva esclamato: “Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai”. Lo sconcerto però era rimasto e l’invito esplicito del Maestro: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà”, non lo aveva di certo alleviato.
Il richiamo al contesto è necessario per comprendere la proclamazione della Trasfigurazione all’inizio della Quaresima, mentre sembrerebbe da porre semmai alla fine, quando la Risurrezione, l’evento fatto balenare dalla trasfigurazione, è ormai vicino.
A pensarci appena un po’, invece, la scelta della liturgia è saggia…

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