Lampedusa. La voce di Mons. Francesco Montenegro


salvaguardia della dignità di ciascuno, cittadini e migranti

vescovo_montenegro2“Lampedusa, porzione della Chiesa e della Provincia di Agrigento, collocata come avamposto non solo geografico nel mediterraneo, è alla ribalta nazionale e internazionale per le vicende legate all’intenso flusso migratorio di persone alla ricerca di una vita più dignitosa e sicura.

In queste ed in tante altre circostanze è emerso lo spirito che anima questa terra, la cui capacità di accoglienza e di solidarietà non è stata intaccata dalla durezza delle condizioni di vita conosciute soprattutto nel passato ed è messa a dura prova dagli sbarchi degli ultimi mesi.

Mentre esprimo forte vicinanza ai Lampedusani auspico che le autorità preposte trovino soluzioni concrete che tutelino, insieme, i diritti umani fondamentali degli immigrati e gli interessi dei Lampedusani, che vogliono continuare a vivere in modo dignitoso di turismo, senza rinunciare al principio dell’accoglienza che li ha contraddistinti fino ad oggi.

Chiedo con forza la salvaguardia della dignità di ciascuno, cittadini e migranti, il rispetto dei diritti per le popolazioni di Lampedusa e Linosa, che soffrono a causa della carenza cronica di sanità, trasporti e istruzione.

GD*7578991Quanto al progetto di realizzare una tendopoli a Lampedusa, se come cristiani non possiamo venire meno al Vangelo – “…ero forestiero e mi avete ospitato” – riteniamo tuttavia che la sua collocazione nei terreni adiacenti alla “Casa della Fraternità” parrocchiale o altrove, è solo una precaria risposta per offrire un tetto in attesa di un trasferimento dei profughi, che deve essere prontamente superata da un efficace programma di accoglienza e la creazione di centri spalmati sul territorio italiano, in modo da non gravare solo sull’isola che rischia di trasformarsi in una polveriera. In questo senso, i trasferimenti dal centro sono inspiegabilmente lenti e vanno immediatamente potenziati per decongestionate il centro d’accoglienza e per evitare sia il turbamento dell’ordine pubblico che il collasso dell’economia locale, fondata essenzialmente sul turismo.
Atteggiamenti diversi non farebbero giustizia ad una popolazione che ha dimostrato grande sensibilità nei confronti di un fenomeno di proporzioni non più fisiologiche con caratteristiche di vera emergenza umanitaria e che rischiano di degenerare ulteriormente a causa della instabilità politica del Nord Africa. Lampedusa deve essere un luogo di transito per gli immigrati e non un luogo di accoglienza duratura altrimenti l’isola rischia l’implosione.

Vista la situazione e le proporzioni del fenomeno migratorio occorre più collaborazione tra gli enti istituzionali ed un ruolo più attivo dell’Unione Europea per un’azione che salvaguardi, come detto, i diritti dei migranti come quelli dei cittadini lampedusani.
In questo senso lo sforzo di tutte le istituzioni ed a tutti i livelli deve essere quello di affrontare questa emergenza dando quelle risposte civili che sono dovute a chi fugge da una situazione drammatica dal proprio paese ma, nello stesso tempo, non si può dare la sensazione che la popolazione incolpevole di Lampedusa abbia a pagare un prezzo troppo alto solo perché geograficamente confinata in una terra che viene considerata come l’accesso più immediato per l’Europa da chi viene dal Nord Africa.

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