“Restare nella speranza”. Martiri missionari, simboli di solidarietà


La Giornata mondiale in memoria dei missionari martiri, oltre a prevedere preghiera e digiuno, è un’occasione per partecipare a un progetto volto a sostenere realtà in difficoltà in varie parti del mondo. Il tema scelto per il 2011 è e il progetto da finanziare è quello delle missioni del gruppo "Andiamo in Uruguay giovani".

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Il 24 marzo, oramai da diciannove anni, si celebra la Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri e «di quanti ogni anno sono stati uccisi solo perché incatenati a Cristo.
La ferialità della loro fede fa di questi testimoni delle persone a noi vicine, modelli accessibili, facilmente imitabili». Con queste parole don Gianni Cesena, direttore nazionale delle Pontificie Opere missionarie in Italia, ha presentato il tema della Giornata “Restare nella speranza”.

Ogni anno la preghiera per i missionari martiri si intreccia con il ricordo dell’assassinio di monsignor Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, avvenuto nel 1980.
La ricorrenza annuale è nata nel 1993, per iniziativa del Movimento giovanile missionario delle Pontificie opere missionarie italiane. Secondo Gianni Cesena, «il martire non resiste solo nella memoria commossa di chi lo ha conosciuto o nel ricordo dei suoi gesti e insegnamenti: il martire resiste in Cristo. In tal modo diventa segno e fonte di speranza: non ci istruisce tanto la sua morte, ma la vita che prima ha vissuto in nome e per conto del Vangelo».

In occasione della Giornata, ogni anno, viene scelto un progetto di solidarietà rivolto ai giovani.
Per il 2011 sono state scelte le quattro missioni sorte in Uruguay grazie al gruppo Aug ( Andiamo in Uruguay giovani) che, ispirandosi al modello educativo di san Giovanni Bosco, aiutano i bambini e i ragazzi a crescere in modo sano e onesto. I due progetti più urgenti prevedono, nella città di Melo, l’ampliamento dello spazio abitativo destinato ad accogliere i tanti ragazzi provenienti da famiglie povere che desiderano concludere gli studi e l’apertura di un Centro diurno in cui offrire formazione professionale e personale.

Con le offerte del 2010 sono stati raccolti 18mila euro utilizzati dai padri canossiani per costruire un asilo, una scuola materna e un Centro sociale giovanile per attività sportive e ricreative nella parrocchia San Pablo Apostoli di Tondo, a Manila, nelle Filippine.

da Cambonifem, 24 marzo 2011

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