Lampedusa, problema di tutti. La CEI soccorre Maroni


 

I vescovi mettono a disposizione 2500 posti per gli immigrati in 93 diocesi. Il coordinamento alla Caritas Italiana. Problema di tutti, basta egoismi.

 

Il direttore di Caritas Italiana Vittorio Nozza

La Conferenza episcopale italiana risolve quasi in 20 per cento del problema di Roberto Maroni e dei presidenti delle Regioni. In strutture della Chiesa italiana, case di accoglienza di associazioni e conventi, verranno ospitati 2500 degli immigrati arrivati a Lampedusa: Le strutture si trovano in 93 diocesi. Duecento immigrati resteranno a Lampedusa ospiti della Casa della Fraternità della parrocchia dell’isola, dove lavoreranno a rotazione volontari della Caritas italiana di diverse diocesi.
Per l’accoglienza degli immigrati la Cei non chiederà nemmeno un euro allo Stato: “Provvederemo a tutto”, ha spiegato questa mattina ai giornalisti il Segretario generale della Conferenza episcopale monsignor Mariano Crociata: “Alloggio, cibo e vestiario”. La decisione è stata presa durante il Consiglio permanente della Cei che si è svolto questa settimana. Tutta l’operazione verrò coordinata dalla Caritas Italiana. In ognuna delle 93 diocesi sono stati individuate case idonee e perfettamente strutturate. Crociata ha spiegato che in c’è “alcuna ragione politica dietro la decisione, né rispondiamo all’appello di alcuno”: “Semplicemente intendiamo mettere in pratica il Vangelo che dice ero straniero e mi avete accolto”.
Il segretario della Cei ha osservato che “di fronte all’emergenza umanitaria serve uno sforzo di tutti per rispondere all’appello che viene da persone che rischiano la vita” e non bisogna cedere “all’individualismo”. Secondo Crociata “dobbiamo assumere lo stesso atteggiamento di accoglienza che già l’Italia ha dimostrato negli anni passati, nonostante l’attuale momento di crisi”: “ Non dobbiamo oscillare tra estremi così lontani come un’isola che vede in poco tempo praticamente raddoppiata la sua popolazione e zone che magari per esigenze di tranquillità non si dispongono ad accogliere”. Il segretario della Cei ha anche invitato a pensare al dopo: “Risposte di più lunga durata che guardano al lavoro e all’abitazione con un sostegno sopranazionale, cioè europeo, come ha sottolineato anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano”. Secondo i vescovi non si possono chiudere gli occhi “di fronte al volto del prossimo disperato, né essere sordi all’appello di chi vive nel bisogno estremo”: “Purtroppo assistiamo a reazioni varie, persino contraddittorie, che dicono che la cultura dell’accoglienza deve crescere ancora da noi e un po’dappertutto”.

Alberto Bobbio, da famigliacristiana.it 1 aprile 2011

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