Nel cenacolo. un amore che si concede fino alla morte… (Gv 13)


CenacoloVieni, Spirito del Padre e di Gesù,
guidaci verso tutta la verità,
aiutaci a dimorare nell’amore di Gesù,
a ricordare e a compiere
tutto quello che Gesù ci ha insegnato.
Signore Gesù,
sotto la guida del tuo Spirito,
cerchiamo di ricordare le parole
che ci dicevi quando eri tra noi.
Avevamo lasciato tutto
e ti avevamo seguito.
Eravamo conquistati dalla tua parola
e dai gesti prodigiosi,
con cui sanavi le debolezze umane.

Aspettavamo con ansia il gesto definitivo,
che avrebbe inaugurato il tuo regno sulla terra.
Ma tu guardavi sempre oltre,
verso un centro misterioso della tua vita,
che sfuggiva continuamente
alla nostra comprensione.
Parlavi di un cibo sconosciuto,
che la volontà dal Padre ti andava preparando.
Parlavi di un’«ora»,
che avrebbe rivelato pienamente
la gloria del Padre.

Quando l’ora è giunta
— e fu l’ora della croce e della morte —
noi siamo fuggiti.
Ti chiediamo perdono ancora una volta
della nostra viltà:
noi abbiamo paura
di un amore che si concede fino alla morte.
Ti chiediamo perdono della nostra poca fede:
volevamo che tu salvassi gli uomini,
misurandoti con i progetti degli uomini,
non credevamo all’energia prodigiosa
che sarebbe scaturita dalla tua obbedienza filiale:
non credevamo all’amore sconfinato,
con cui il Padre crea, protegge,
salva e rinnova la vita di ogni uomo.

Signore, accresci in noi la fede,
come radice di ogni vero amore per l’uomo.

Buon_SamaritanoCome possiamo testimoniare il tuo amore?
Tu un giorno ci hai raccontato di un uomo,
che scendeva da Gerusalemme a Gerico e
fu assalito dai briganti.
Signore quell’uomo ci chiama.

Aiutaci a non restare tra le mura del cenacolo.
Gerusalemme è la città della Cena,
della Pasqua, della Pentecoste.
Per questo ci spinge fuori
per diventare il prossimo di ogni uomo
sulla strada di Gerico.
Card. Carlo Maria Martini

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