Vicky, un sognatore che non ha mai smesso di sognare


VITTORIO ARRIGONINon voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera, semmai voglio essere ricordato per i miei sogni” dice Vittorio Arrigoni in un video che appare come un testamento girato dall’attivista nel cimitero militare di Gaza, dove sono sepolti i soldati morti durante la seconda guerra mondiale. 
“Dovessi morire, tra cento anni, vorrei che sulla mia lapide”, dice ancora Vittorio, di cui domenica si celebreranno i funerali in Italia “fosse scritto ciò che diceva Nelson Mandela: un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare”. 
Credo che il carattere distintivo di questo ragazzo pacifista morto a Gaza per mano di estremisti radicali salafiti sia proprio questo: “Vicky”, come lo chiamavano i suoi amici, era un sognatore, ma un sognatore vero, capace di mettere in pratica i suoi sogni facendoli diventare realtà per portare avanti la sua causa. Al prezzo della vita. Quanto a chi lo ha ammazzato, la morte ha allestito la sua faccenda per dimostrarci ancora una volta che l’estremismo radicale è terribile, cieco e capace di generare solo altro sangue.

di Francesco Anfossi, paoline.it

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