La porta e le porticine – IV domenica di Pasqua


48ma Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

Fino a pochi anni fa, sembrava normale scegliere la “porta – Gesù”. Oggi di porte ce ne vengono spalancate tante. Senza convinzioni di fede profonde si rischia di essere come pecore erranti senza pastore e di finire, anche senza accorgersene, in mano a ladri e briganti.

Letture: At 2,14a.36-41; Sal 22; 1 Pt 2,20b-25; Gv 10,1-10

Vangelo della IV domenica di Pasqua Gv 10,1-10

Dal 1964, per volontà di Paolo VI, la 4a domenica di Pasqua è la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. L’immagine del pastore buono, da sempre molto cara ai cristiani, e sempre presente in questa domenica dedicata alla Giornata Vocazionale, rischia di lasciare nell’ombra un’altra immagine, meno poetica ma altrettanto importante: “Io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti, ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà, uscirà e troverà pascolo”.
Gesù è categorico: soltanto attraverso di lui è possibile raggiungere la salvezza. Tutti gli altri che l’hanno promessa prima di lui, o la promettono al di fuori di lui, sono ladri e briganti, sono venuti e vengono per uccidere e distruggere.
Che senso ha questa affermazione di Gesù per noi cristiani di oggi?

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