Il volto di Dio è Gesù. Il volto di Gesù siamo noi (Gv 14,1-12)


V DOMENICA DI PASQUA anno A

Se vogliamo vedere Dio, non c’è altra strada: dobbiamo fissare lo sguardo in Gesù. Se vogliamo sapere come ci pensa Dio, abbiamo una sola possibilità: guardare Gesù. Dio ci pensa, ci guarda, ci sta vicino, ci aiuta come ha fatto Gesù con i suoi contemporanei.

Letture: At 6,1-7; Sal 32; 1 Pt 2,4-9; Gv 14,1-12

Vangelo della 5a Domenica di Pasqua Gv 14,1-12

Non so voi, ma io mi ritrovo molto in Filippo, e sono sicuro che al suo posto avrei fatto a Gesù la stessa domanda, un po’ provocatoria: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”. Continuamente il Maestro aveva parlato ai discepoli del Padre, ma sentirne parlare non era bastato, come non basta a noi. Perché abbiamo bisogno di vederlo. Per pensare a lui, per parlare con lui, per pregarlo, per sapere cosa vuole da noi, dobbiamo avere davanti un volto visibile, riconducibile dentro i margini della nostra esperienza.
Dio abbiamo bisogno di vederlo.
È un’esigenza profonda che percorre tutto il libro dei salmi: “Dio, non nasconderci il tuo volto!”. Un’esigenza degli uomini di tutti i tempi che, per soddisfarla, hanno cercato (e cercano!) di crearsela, inventando “vitelli d’oro”: raffigurazioni, simboli, sibille, stregoni, indovini, magie…

Gesù ha risposto al nostro desiderio: “Chi ha visto me, ha visto il Padre”.

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