la bellezza che genera l’amore


« Più si ama qualcuno, più si scopre la sua bellezza;
e più si intravede la sua bellezza, più lo si ama ».
Padre Pierre Ceyrac

safe_imageNel piccolo capolavoro Cinque meditazioni sulla bellezza,
Francois Cheng fa coincidere la bellezza con il bene.
Secondo lui non esistono il bene e il male,
ma il bello di fronte al male
la bellezza come condizione di salvezza.
La bellezza interiore è come un fiotto,
è il grande miracolo dell’amore
che libera la sorgente dello sguardo.
Perché amare è innanzitutto imparare a contemplare.
E contemplare è scoprire la bellezza dietro all’apparenza delle cose,
fino al nucleo dell’impercettibile.
In realtà non capiamo mai fino in fondo ciò che amiamo
e siamo in grado di amare
soltanto in base a ciò che contempliamo nell’altro.
La contemplazione diventa la misura dell’amore,
e l’amore la misura della contemplazione,
in un’interazione benefica.
Il doppio movimento citato da padre Ceyrac
(la bellezza che genera l’amore e viceversa)
definisce la spirale di un amore che non finisce,
è costantemente stimolato e nutrito
e segue un inarrestabile movimento ascensionale.
Questa spirale dell’amore può ispirare gli innamorati,
i mistici e tutti gli esseri viventi invaghiti di assoluto,
nell’incontro fraterno.
F. Garagnon, Terapia per l’anima, Paoline

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