Il Vangelo in lingua nativa. Pentecoste (Gv 20,19-23)


Oggi in tutte le chiese si pregherà per ottenere una nuova Pentecoste. Ma questa non verrà se non ci apriremo alla novità dello Spirito, se tutti i cristiani non tornano a essere Chiesa viva, dove tutti hanno una loro responsabilità e un loro compito nell’annuncio del Vangelo.

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“Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue”.
“Come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa delle grandi opere di Dio?”
. In queste due frasi, nella prima che enuncia il fatto: gli apostoli e discepoli che escono dal chiuso del cenacolo e iniziano a eseguire la consegna di Gesù: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli”, e nella seconda, che descrive la reazione al fatto: tutti capiscono il messaggio nella loro lingua nativa, c’è tutto l’evento della Pentecoste.

Queste due frasi sono anche la strada per rinnovare e vivere l’evento della Pentecoste. Gli apostoli e i discepoli di oggi, se non vogliono limitarsi a una celebrazione sterile della festa, a ripetere retoricamente che a Pentecoste nasce la Chiesa, devono uscire dal chiuso e parlare in modo che tutti possano sentire il messaggio nella loro lingua nativa, cioè ascoltarlo in maniera immediatamente comprensibile, senza traduttore o interprete, perché fatto nella lingua che parlano.

Cosa significa uscire dal chiuso? …

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