Fatti a sua immagine – SS. Trinità


Fatti a immagine di Dio, comunità di amore, siamo strutturati per vivere con gli altri. Senza gli altri siamo nudi. La tentazione più insidiosa e devastante è tradire questo DNA, lasciandoci vincere dall’illusione di poter essere felici da soli, di poter bastare a noi stessi.

Letture: Es 34, 4b-6. 8-9; Dn 3,52.56; 2 Cor 13, 11-13; Gv 3, 16-18 

Vangelo della solennità della SS: Trinità - Giovanni 3,16-18

Se ci mettiamo davanti a Dio cercando di capire come mai tre possa essere uno e uno possa essere tre, non ci capiamo niente. Non solo su Dio, ma su noi stessi. Perché, se siamo fatti a immagine sua, come mai in noi e in tutta la realtà dove ci è stato donato di vivere, uno non è mai tre, e tre non è mai uguale a uno? Lasciamo quindi da parte la matematica e la geometria – pensare di essere fatti a immagine di un triangolo non è incoraggiante – e accogliamo i piccoli spiragli che Dio ci concede per entrare nella sua vita.
“Il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà”. È questo il biglietto da visita che Dio creatore e padre lascia a Mosè.
“Misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà”… Sono tutte caratteristiche che affermano la necessità, il bisogno di stare con gli altri. A chi è solo e vuole rimanere solo non servono “misericordia, pazienza, amore e fedeltà”, perché questi sentimenti richiedono un rapporto con gli altri…

Dio non è un solitario ma una comunità di amore. Dio è comunione.
Adesso possiamo intuire l’immenso dono di essere stati fatti “a sua immagine”: non siamo fatti per essere soli, ma per vivere in comunione. Ecco perché la solitudine è il nostro spauracchio. In tutte le età. Il bambino, se si sente solo, o viene lasciato solo, diventa insicuro…

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