Noi, consolazione di Dio per gli uomini (Mt 9,32-38)


fksfkelw8Sì, rabbi, siamo davvero stanchi e sfiniti,
siamo davvero come pecore senza pastore.
Stanchi dalla frenesia della vita,
sfiniti dai troppi problemi che dobbiamo affrontare in continuazione.
Ma tu vedi, Signore, tu solo ci vedi.
Per gli altri siamo numeri, o risorse da usare, o clienti da abbindolare.
Per te siamo muti che hanno perso la parola,
che non sanno più cosa dire,
che vivono nell’afasia completa, storditi dalle troppe sollecitazioni,
incapaci di scegliere, di cogliere, di capire.
E tu ci sei, Signore, ci sei e ci vedi.
Provi compassione, patisci con noi.
Non fai finta, non tieni le distanze.
Vedi il problema e cerchi la soluzione, una soluzione che, francamente,
a me lascia perplesso, smarrito: inventi la Chiesa.
La Chiesa diventa la tua risposta allo sbandamento, la tua consolazione.
Noi siamo la consolazione di Dio per gli uomini che incontreremo.
È bello pensare in questo modo a questa sgangheratissima Chiesa
di cui facciamo parte e che mostra le rughe.
È bello pensare che abbiamo dalla Chiesa ricevuto la voce, la Parola
e che nella Chiesa diventiamo segno della tua presenza.
Abbi misericordia, o misericordioso,
donaci, oggi, di essere tua consolazione per chi incontreremo,
come tu sei nostra consolazione infinita.

Signore Gesù,
la messe dell’umanità
è abbondante
e attende l’annuncio
del tuo evangelo.
Ma noi siamo pochi:
come portare il tuo Regno ad ogni creatura?
Pregate il padrone della messe
che mandi operai nella sua messe.
Signore Gesù,
non siamo più soli,
perché tu sei con noi
sino alla fine dei tempi. Amen

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