Il coraggio di crescere tra l’erbaccia (Mt 13,24-43)


Se Dio non avesse la pazienza che ha, se strappasse via subito l’erbaccia, chi ci garantirebbe di non essere noi l’erbaccia che verrebbe strappata? … Dio ama gli uomini. Per questo concede a tutti, fino all’ultimo, la possibilità di pentirsi e di tornare a lui.

Letture: Sap 12,13.16-19; Sal 85; Rm 8,26-27; Mt 13,24-43

16_domenicaTO_AVuoi che andiamo a raccoglierla?”, chiedono i servi al padrone del campo, dopo avergli comunicato la presenza dell’erbaccia e dopo aver saputo che era stato un nemico a infestare il grano buono. Noi l’avremmo pensata come i servi. E la pensiamo come loro tutte le volte – tantissime! – che ci lamentiamo dei delinquenti che prosperano in mezzo ai buoni, non solo rovinandone la serenità, ma anche sfottendoci, ed esclamiamo: “Dio, perché non fai qualcosa? Perché non li sistemi per le feste? Se fossimo noi al posto tuo…”.
E già! Noi non siamo Dio e Dio non è come noi. La differenza è tutta qui.
“Ma perché Dio si comporta così?”.
“Perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano”…

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