Lui, lei e il sì per sfidare il cancro


Anna Lisa, 32 anni, è malata di tumore ed è ricoverata all’hospice di cure palliative. Il giorno di Ferragosto si è sposata con Andrea, cerimonia in ospedale.

 

matrimonioLIVORNO – Perché non credere ai miracoli? A volte accadono davvero. Si dice che nell’amore ci sia una forza misteriosa, una leva invisibile capace di sollevare il mondo. Da lunedì il mondo di Anna Lisa e Andrea vola altissimo. Si sono sposati nella chiesa dell’ospedale e hanno trascorso la prima notte di nozze in una stanza dell’hospice per le cure palliative. «Medici e infermieri ci hanno fatto trovare i letti uniti. Che commozione! Qui c’è gente straordinaria», sorride Anna Lisa Russo, 33 anni da Montecatini, un cancro che la sta divorando. «Non c’è cura per il mio male, non ci sono medicine. Vivo alla giornata», ha scritto nel suo blog. «Vuoi tu Anna Lisa prendere come tuo sposo Andrea Atzeri….». Quando è arrivato il sì, poco dopo le 17 del giorno di Ferragosto, i 180 invitati hanno applaudito. Non è stato un gesto qualsiasi ma qualcosa di inspiegabile, un impulso, forte e spontaneo, una pulsione irrefrenabile. Sorrisi e lacrime di commozione, preghiere religiose e laiche, raccoglimento e tifo da stadio allo stesso tempo. «Forza Anna Lisa, forza Andrea, ce la potete fare. Dovete farcela».

I due sposi si sono conosciuti tre anni fa. In un locale di Montecatini. Un colpo di fulmine, uno di quegli amori così fulminei e devastanti da essere indissolubili. «Era il giugno del 2008 – ricorda Anna Lisa -. Cinque mesi dopo ho saputo di avere un cancro e di non avere un futuro. Un fidanzato qualunque mi avrebbe lasciato. Andrea ha raddoppiato il suo amore». Lui, un bel ragazzo di 34 anni di Fucecchio, caporeparto in un’azienda toscana, l’ha seguita ovunque in quella intricata via crucis che può diventare una malattia così grave e complicata. «E ogni volta l’amore raddoppiava», racconta lui, come se il sentimento più antico e sublime, possa diventare una regola matematica e trasformarsi in un improbabile algoritmo a progressione geometrica. «Io mi facevo curare e lui era lì a consolarmi, a darmi una speranza – racconta la sposa -. Così come nei momenti peggiori, quando magari avevo in mente Alessandro, il mio fratellino». A volte le oscurità non arrivano da sole. Nel 2000 Alessandro aveva 19 anni e una mattina era andato al lavoro, senza più tornare. «Una morte bianca come dicono le statistiche – continua Anna Lisa -. Una staffilata al cuore per tutta la famiglia, per gli amici, per chi lo aveva conosciuto. Io avevo tre anni più di lui, ero la sua sorella maggiore alla quale raccontare cose, confidenze».

La decisione di sposarsi, dopo tre anni di fidanzamento, è arrivata quasi all’improvviso durante la notte delle stelle: San Lorenzo. Anna Lisa è sempre ricoverata nell’hospice livornese, si muove spesso sulla sedia a rotelle, si sottopone alla terapia antidolore. Andrea è sempre lì. «Mi vuoi sposare?», gli dice a un tratto con la forza di una semplicità e una naturalezza che disarma. «Io mi sono messa a piangere – ricorda Anna Lisa -. L’ho stretto forte, gli ho detto di sì. La data non è stata causale. Il 15 agosto è il compleanno di mio fratello, è la festa della Madonna, e noi siamo molto credenti, e poi è incancellabile. Sarà sempre festa e dunque sarà indelebile, immortale. Ero certa che quel giorno avrei avuto una gioia immensa. Quella reale è stata più grande delle aspettative». Durante la cerimonia nuziale, che Qui Livorno ha pubblicato sul web con un video, anche il prete ha parlato di miracoli: «Oggi non possiamo essere tristi, oggi è un giorno di felicità, e la felicità è entrata in questo ospedale. Il miracolo non è così lontano da noi: è qui, è un miracolo d’amore di cui Anna Lisa e Andrea sono protagonisti. Anche i deserti fioriscono». Torta di tre piani, riso lanciato fuori dalla chiesa, un ricevimento nei giardini dell’ospedale così semplicemente gioioso da far invidia a un matrimonio vip. Poi la luna di miele in reparto. «Andrea starà con me qualche giorno. Poi tornerà mia mamma che mi assiste. Io purtroppo non sono autosufficiente».

Chi si sposa guarda al futuro, pensa ai progetti. «A noi non ci è consentito – sorride Anna Lisa – Però si può sognare. Sogno un lavoro come avevo prima che mi ammalassi, una famiglia, una casa con il mio amore, figli, fare la moglie. Poi mi sveglio e penso di non sapere neppure quanto tempo mi sia concesso, se uscirò mai viva da qui. Ma torno subito allegra. Perché anche così ci si può godere la vita insieme ad Andrea. Da malata felice, contenta e pure tanto viziata». Anna Lisa e Andrea amano il poeta portoghese Fernando Pessoa. Che scriveva: «Valse la pena? Se l’anima è grande Tutto quel che si fa vale la pena». Chi ha conosciuto questa coppia racconta di non aver incontrato anima più grande, unica e indissolubile, unita da un amore senza tempo e senza fine.

Marco Gasperetti
17 agosto 2011, Corriere della sera

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