La parabola dei talenti e la misura del nostro coraggio (Mt 25,14-30)


1132ba5c2daCome nella parabola dei talenti (Mt 25,14-30)
la paura determina uno stile fallimentare
– ieri, oggi e in ogni tempo –
davanti ai doni di Dio.
Anche oggi la paura paralizza l’uomo,
paralizza la società, fa ingigantire i problemi:
Tanto nell’ambito sociale, come può essere,
per fare un esempio,
rispetto all’accoglienza degli immigrati,
quanto nella sfera personale,
segnata dalle nostre paure psicologiche…
I talenti della parabola,
sono la misura del nostro coraggio,
della nostra disponibilità

ad agire secondo l’amore.
Mettono in luce la nostra capacità di dire:
”Riconosco, Dio, quanto mi hai dato,
riconosco le mie forze,
investo i tuoi doni,
investo i talenti perché voglio farli fruttare”

Questo passaggio, questo atto di riconoscimento,
è la risposta di chi crede nella vita,
di chi ha fede…

E’ la fede che permette al nostro cuore
di guardare oltre l’ostacolo…

Anche chi ha un solo talento, può,
se crede, farlo fruttare.
Nel Dio che ce l’ha donato possiamo trovare
la forza di farlo fruttare,
di condividerlo,
per andare oltre la nostra paura,
oltre le nostre paure.
”Colui che aveva ricevuto un solo talento,
allontanandosi scavò una buca nel terreno
e vi nascose il denaro…”

Ecco questo è il punto:
l’isolamento accresce la paura
la relazione la fa diminuire e ci aiuta a rischiare…
E’ sommando i nostri doni,
le nostre potenzialità
che possiamo vincere la paura,
liberare il nostro amore,

costruire segni vivi diu speranza.

Giancarlo Maria Bregantini, Parole condivise, Fondazione talenti

Annunci