Giornaliste coraggio. Difendere la verità, dare notizia…


Messico, Thailandia e Iran sono Paesi in cui non è facile fare informazione, spesso rischiando anche la vita. Anche per questo tre giornaliste saranno premiate per la loro tenacia e forza morale nel proprio Paese d’origine.

 

giornaliste coraggioOgni giorno rischiano la vita per difendere la verità e darne notizia. Per il loro impegno e dedizione al lavoro di giornaliste Adela Navarro Bello, Parisa Hafezi, e Chiranuch Premchaiporn saranno premiate quest’anno dalla Fondazione International women’s media lunedì 24 ottobre a Los Angeles e giovedì 27 ottobre a New York. Un riconoscimento che va non solo alla loro professionalità ma anche al grande coraggio nell’affrontare tematiche che sfociano nel malaffare. Kate Adie, inoltre, prima corrispondente responsabile delle notizie per la Bbc, riceverà il Iwmf’s per l’impegno e la perseveranza di una vita.

Adela Navarro Bello, 43enne messicana, dopo l’uccisione di due colleghi (nel 1988 e nel 2004) e il tentato omicidio a danno di un altro redattore della rivista Zeta, ha continuato a parlare dei traffici illeciti di armi, dei cartelli della droga e degli omicidi irrisolti del Paese. Hanno tentato di toglierle la vita nel 2010, tanto che vive sottoscorta, e lo scorso febbraio la polizia ha arrestato dieci persone che stavano organizzando un attentato agli uffici della redazione. Per un momento si è pensato di chiudere la rivista, ma dopo questo premio la voglia di continuare è tanta, soprattutto per sconfiggere grazie alla verità le organizzazioni criminali coinvolte nello spaccio di droga.

Parisa Hafezi, 41enne capo dell’agenzia Reuters in Iran – prima donna a ricoprire questa carica –, è da sempre il bersaglio delle autorità da quando ha raccontato le repressioni violente, durante le manifestazioni in piazza contro le elezioni del 2009, da parte della Guardia rivoluzionaria iraniana. Non è però fuggita, come hanno fatto molti suoi colleghi, e porta avanti il suo lavoro anche dopo aver subito interrogatori e incursioni nel suo ufficio, episodi che si sommano a un pestaggio intimidatorio subito dopo quattro giorni di rapimento. Hafezi vuole continuare anche per le donne di tutto il Paese, ama il suo lavoro di giornalista che cerca di portare avanti in modo il più possibile in modo imparziale, anche se l’ufficio è costantemente sottocontrollo e additato dal governo come “l’agenzia sionista”.

Chiranuch Premchaiporn, 43enne web master e direttrice del giornale Prachatai Thailandia, si batte da sempre per l’utilizzo libero di internet, rischiando vent’anni di carcere per non aver cancellato dal suo sito web delle osservazioni critiche sulla monarchia tailandese. La giornalista riceve migliaia di commenti ogni giorno e non vuole praticare nessun tipo di censura anche se gli articoli controcorrente sono considerati reato penale dal governo in carica. È attualmente libera su cauzione, il processo si riaprirà il prossimo febbraio. Dopo tanti interrogatori e il telefono sottocontrollo, Premchaiporn ha intenzione di andare avanti e continuare a scrivere la verità, per proteggere la libertà di espressione che attualmente in Thailandia non è ancora diffusa.

Infine, il premio alla carriera alla reporter Kate Adie vuole essere un riconoscimento alla prima corrispondente responsabile delle notizie per la Bbc, che ha spianato la strada alla future donne giornaliste dando notizie per decenni da parti del mondo molto difficoltose, dalla Bosnia alla Sierra Leone.

da Cambonifem, 24 ottobre 2011

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