GESÙ DA PAROLA ALLA MORTE


speranzaLa Chiesa pronuncia da sempre una parola sulla morte:
parola che tuttavia ha bisogno di successive declinazioni
per essere appropriata all’uomo cui si rivolge.
La parola cristiana sulla morte
è complessa ed appare quasi contradditoria
all’orecchio estraneo:
«Dio non ha creato la morte» –
dice il Libro della Sapienza (Sap 1, 13-14) –,
«Egli infatti ha creato tutto per l’esistenza».
E S. Paolo nella prima Lettera ai Corinti, ci ammonisce:
«La morte è entrata nel mondo a causa dell’uomo… ».
Essa è il nemico per eccellenza:
«l’ultimo nemico ad essere annientato» (1 Cor 15, 21. 26).
La Scrittura Sacra ci insegna però un’altra cosa:
che c’è una morte buona, una morte che è come un battesimo
dal quale la vita rinasce.
Questa è la morte di Gesù e ad essa egli va incontro
scorgendovi una necessità e un senso:
«Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino la fine» (Gv 13, 1).
E l’espressione con cui Gesù dà voce alla propria morte
è ripetuta ogni giorno nella liturgia della Chiesa:
«Questo è il mio corpo che è dato per voi».
Gesù dà parola alla propria morte
e mediante quella parola ne dissolve l’amarezza e ne corregge la crudeltà.
Egli dà alla propria morte una parola sobria
e senza strepito, paziente e senza fretta;
una parola che probabilmente fu compresa soltanto in maniera assai imperfetta
da coloro che erano intorno a lui quando la pronunciò.
Tuttavia non fu dimenticata bensì custodita con gelosia,
nell’attesa che i giorni successivi ne schiudessero il senso e la promessa.
Quei giorni durano fino ad oggi.

gpII crocifissoNoi cristiani celebriamo il gesto del pane e del vino «in memoria» di Gesù:
cerchiamo così di comprendere il suo testamento
e cerchiamo nel Nuovo Testamento una parola
e una speranza anche per la nostra morte.
Questo è il compito vero che la prospettiva
del morire propone alla nostra libertà:
trovare la parola e la speranza
che diano alla morte un senso

e consentano di non ribellarsi vanamente ad essa,
come di fronte ad un fato crudele e del tutto insensato.
È questa la vera «buona morte» a cui ciascuno ha diritto.
Cardinale Carlo Maria Martini

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