A Dio non piacciono i bamboccioni ( Mt 25,14-30). 33a Domenica – anno A


Parabola dei talenti

Il servo della parabola di oggi è malvagio e pigro perché non considera il talento della vita come una potenzialità d’intelligenza, di volontà, di amore, di libertà, ma come un pacco da riconsegnare imballato, tale e quale lo ha ricevuto. La vita invece è un dono da trafficare non facendo più cose, ma vivendo più intensamente…

Letture: Prv 31, 10-13. 19-20. 30-31; Sal.127; 1 Ts 5, 1-6; Mt 25, 14-30

 

pacco_imballatoPoverino quest’uomo del solo talento! Quasi quasi fa tenerezza. Meritava davvero un rimprovero e una punizione così duri, dopo essere stato discriminato per aver avuto in dotazione minori capacità e meno talenti degli altri? Vediamo.

Per comprendere il messaggio della parabola è necessario non arzigogolare riflessioni sui particolari, riferiti a relazioni sociali molto diverse da quelle nostre (oggi un padrone così scatenerebbe reazioni sindacali violente), ma andare alla conclusione. Che è: “A chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha”.
Conclusione, forte, quasi irritante perché in collisione con la logica umana. Ma proprio per questo Gesù parlava in parabole, perché “vedendo non vedano, e ascoltando non comprendano” (Lc 8,10), cioè per sconvolgere il normale modo di pensare.

Torniamo allora al nostro uomo del solo talento. È stato trattato ingiustamente oppure ha ricevuto ciò che meritava? Ha ricevuto ciò che meritava. Perché, infatti, nasconde il suo talento nel terreno? La riposta ce la dà egli stesso:“Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra:ecco ciò che è tuo”.

Per paura. Ecco la motivazione…

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