Unite nella fede differente. In Pakistan, un’azione condivisa…


Christine Amjad-Ali, cristiana, e Shehrbano Taseer, musulmana, stanno portando avanti, in Pakistan, un’azione condivisa per la difesa dei diritti delle minoranze in una prospettiva interreligiosa. Tanti gli ostacoli, come mostra la storia di Asia Bibi privata della libertà perché accusata di blasfemia.

thmbAsia%20BibiSanno di rischiare la vita e la propria libertà, e la storia di Asia Bibi (nella foto) condannata per presunta blasfemia e imprigionata da un anno in Pakistan ne è un chiaro esempio. Ma Christine Amjad-Ali, cristiana, e Shehrbano Taseer, musulmana, si sono unite per la difesa dei diritti delle minoranze e per la promozione dell’armonia interreligiosa in Pakistan. Le due donne si sono poste in prima linea per la libertà, la dignità, la giustizia e l’equità delle donne e degli uomini del proprio Paese, al di là del proprio credo religioso. Le due leader hanno una storia personale di grande forza e tenacia.

Shehrbano Taseer, giornalista del Newsweek, è figlia del governatore del Punjab, Salman Taseer, ucciso per aver parlato in pubblico in difesa della cristiana Asia Bibi. Shehrbano non si è arresa al dolore della perdita del padre e alle minacce di morte che le stanno condizionando la vita, e sta promuovendo nel Paese una campagna di promozione della tolleranza criticando le leggi discriminatorie che colpiscono le minoranze religiose.

Christine Amjad-Ali, teologa, è stata nominata da poco direttrice del Christian study centre, Centro studi ecumenico di Rawalpindi, dove lavora con Romana Bashir, un’altra cristiana che sta conducendo diverse attività e programmi insieme a personalità di spicco del mondo musulmano, delle minoranze etnice e della società civile, con l’obiettivo di sviluppare una cultura del dialogo e dell’armonia, per il bene comune.

L’impegno preso dalle due donne riporta l’attenzione sul destino di Asia Bibi, condannata a morte l’8 novembre 2010 da un tribunale del Punjab, anche se il suo legale definisce l’accusa di blasfemia come «una rappresentazione teatrale fantastica organizzata da una maggioranza musulmana contro una minoranza cristiana». Era stata arrestata per blasfemia nel giugno 2009, dopo una discussione con alcune donne musulmane, in quel frangente Asia aveva semplicemente difeso la religione cristiana. Attualmente, la 45enne madre di cinque figli è rinchiusa nella sezione femminile della prigione di Sheikhupura (nel Punjab).

10 novembre 2011, Cambonifem

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