La preghiera… una risposta al tu, alla Parola.


CHI SEI TU!

Come si rivela a noi il Signore? Anzitutto nella sua Parola.
Tu è la Parola di Dio.

cristo maestroCapire bene la Parola di Dio equivale a capire chi sono io, a capire perché talora sono contento e altre volte, invece soffro o mi agito.

La Parola è un «tu» che mi spiega e io devo imparare a leggerla nella Scrittura pregando: «Signore, tu mi hai fatto e questa Parola è la stessa che mi ha creato all’inizio».
Mi metto in ascolto nel silenzio, rifletto, rispondo, supplico.
La preghiera deve essere sempre una risposta al tu, alla Parola.
Tu è anche la Chiesa.
Capisco me stesso dando fiducia a Gesù che è nella Chiesa, che diventa Chiesa. È quindi necessario ascoltare e seguire ciò che la Chiesa mi propone.
Ma devo pure imparare a vedere il Signore che mi parla e mi rivela la sua grandezza in ogni creatura e in ogni sua opera.
Tutta la vita deve unificarsi nel dialogo con Gesù, fatto di preghiera, di ascolto della Parola, di rapporto con la Chiesa, di interessamento culturale, di attenzione agli altri, di ascolto della società.
Se il Signore è colui che mi salva e dà verità a me stesso, se io ho accettato che sia il «tu» per la mia vita, ogni altro valore viene recuperato.
Cambieranno le situazioni, muteranno le condizioni culturali esterne o interne, si potranno fare, domani, cose diverse da quelle che si fanno oggi: però il senso fondamentale dell’esistenza è aver compreso chi è il Signore per me, in rapporto a me.
La sua Parola rimane anche quando tutto cambia o passa, la sua Parola è roccia incrollabile.
Nel momento in cui Pietro ha detto a Gesù: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente», ha scoperto anche se stesso e, infatti, Gesù gli risponde: «Io ti dico: tu sei Pietro».
Quando abbiamo capito davvero questo dialogo fondamentale, abbiamo compreso tantissime cose e potremo diventare testimoni di quel «tu» che abbiamo imparato a conoscere e che ci ha dato la coscienza del nostro essere.
«O Maria, che hai saputo fare della tua vita un dialogo continuo e ininterrotto con il Signore, dona a noi di continuare a conoscerlo come verità della nostra esistenza, e dì poterlo esprimere ogni giorno nella gioia e nella serenità».
Card. Carlo Maria Martini

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