PREPARATE! (Mc 1,1-8) – 2a Domenica di Avvento – Anno B


Letture: Is 40,1-5.9-11; Sal 84; 2 Pt 3,8-14; Mc 1,1-8
È il verbo che qualifica e dà contenuto alla nostra attesa. Aspettare il Signore Gesù, come affermiamo nelle preghiere, nelle liturgie e nei canti deve impegnarci a riordinare la nostra vita, liberandola da tutto ciò che è abitudine, consuetudine, ripetizione senz’anima ed entusiasmo.

Scalatore©FREEDomenica scorsa la parola di Dio ci esortava a prendere sul serio l’Avvento con un grido congiunto del profeta Isaia e di Gesù: “Vegliate!”. Con questo invito, quasi un imperativo, ci veniva ricordato che la nostra vita è un continuo andare incontro al Signore che viene, in modo imprevisto e imprevedibile come a Betlemme, nelle situazioni di vita personali, nelle persone che vivono vicino a noi e comunque la vita ci fa incontrare, nei fatti belli o tristi, esaltanti o difficili della vita. Incontrare Gesù in questa concretezza rinnova e potenzia tutta la nostra vita, perché Gesù è sempre nuovo e l’incontro con lui tutto rinnova.
In questa seconda domenica, al profeta Isaia si unisce Giovanni per lanciarci un altro appello: “Preparate la via del Signore!”.

Preparate!
È il verbo che qualifica e dà contenuto alla nostra attesa. Non serve a niente stare svegli, ma aspettare con le braccia conserte. Non sarebbe l’attesa di un amico potente ma di una persona insignificante che se arriva o no è la stessa cosa. Per capire la parola di Dio è sempre importante partire dalla vita, il primo libro che Dio ha scritto, altrimenti la Bibbia finisce per sembrare un libro di racconti lontani e di esortazioni devote e astratte. Domandiamoci: cosa facciamo se arriva un amico che ci è caro e che per noi è importante o addirittura determinante? Non lo aspettiamo sicuramente con le braccia conserte, ma dandoci da fare per sistemare la casa, riordinandola, spolverandola, addobbandola con quanto abbiamo di più bello.
Aspettare il Signore Gesù,…

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