La casa che Dio vuole abitare – 4a Domenica – anno B


Dio non ha bisogno di case costruite dall’uomo. È Gesù l’unica casa di Dio sulla terra e, in Gesù, tutti coloro che gli aprono il cuore, pronti a dire come Maria: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”.

Letture: 2 Sam 7,1-5.8b-12.14a.16; Sal 88; Rm 16,25-27; Lc 1,26-38

IV domenica di Avvento - la casa che Dio vuole abitareIl re Davide vuole costruire una casa a Dio, confortevole almeno come la sua. Il proposito è talmente lodevole e devoto che il profeta Natan lo accoglie immediatamente: “Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te”. Dio, invece, smentisce il suo profeta, perché non ha bisogno di case costruite dall’uomo, tanto meno se dietro al proposito c’è l’intenzione più o meno consapevole di sdebitarsi con lui. Sarà egli stesso a crearsi una casa, e questa non sarà di cedro e nemmeno di pietre e marmi come il tempio che Salomone, forse identificandosi in “quel discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere”, sperando che “il suo regno fosse stato reso stabile per sempre”, avrebbe anni dopo costruito senza badare a spese. Illusione! Anche il regno si rivelò tutt’altro che stabile per sempre. Non era lui e non poteva essere lui il discendente uscito dalle viscere di Davide, ma Gesù, il Figlio: “Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio”.
È Gesù l’unica casa di Dio sulla terra e, in Gesù, tutti coloro che gli aprono il cuore, pronti a dire come Maria: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. È necessario riflettere, seriamente, su questo messaggio, definito poi in maniera inequivocabile dal Maestro con il suo: “Viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il padre in spirito e verità: così infatti il padre vuole che siano quelli che lo adorano” (Gv 14,23), perché inconsapevolmente o furbescamente si può ricadere nella illusione di Davide, cioè di essere noi a poter costruire una casa a Dio….

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