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Gen
12

Alla ricerca della SPERANZA… segni che ne indicano la strada! (Mt 2,1-12)


re magi1Il cammino dei Magi
è segnato da una stella, ci dice il Vangelo.
Questa stella è il segno della speranza,
i segni della speranza nel mondo,
i segni che tutti possono vedere
ma che non sono vincolanti.
Tutti li vedono ma non tutti si incamminano,
non tutti aprono occhi e orecchie
per interpretarne il significato.
Sono intorno a noi e sono luminosi,
ma bisogna avere un cuore capace di comprenderli
e di capire la via che ci indicano.
Sono tutti i segni che Gesù ci ha dato della sua missione divina:
i suoi miracoli, la sua morte e resurrezione,
la predicazione della Chiesa, la venuta dello Spirito,
la presenza dello Spirito di Dio nella Chiesa di oggi.
Tutti i segni di apertura e di grazia
che ci indicano nel mondo la strada giusta, fino ai nostri giorni:
la grande generosità di tanti è un segno della speranza,
la grande fede nei familiari delle vittime della violenza
è un segno della speranza.
Una fede profonda, nobile, piena di apertura
verso la potenza di Dio malgrado le sofferenze del momento presente.
Tutti questi sono segni di speranza
che ognuno vede dal luogo in cui si trova, e che si moltiplicano:
ciascuno di voi è invitato a riscontrarli nella sua vita.
I Magi si incamminano, dunque,
seguendo i segni lungo una strada che
– come dice il testo evangelico –
non è sempre facile ed evidente,
ma presenta momenti oscuri, incerti;
bisogna allora chiedere indicazioni ad altri
perché da soli non si riesce più a proseguire.
È la strada faticosa, difficile ma meravigliosa
dell’uomo alla ricerca della speranza, il cammino dell’uomo verso Dio.
Card. Carlo Maria Martini

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4 Responses to “Alla ricerca della SPERANZA… segni che ne indicano la strada! (Mt 2,1-12)”


  1. 31 dicembre 2011 alle 12:20

    Cara suor Mariangela, lungi da me alimentare polemiche ma l’amore per la verità mi costringe a risponderle. Il termine apostasia rende l’idea di un rinnegamento o allontanamento e per quanto riguarda il cristianesimo, che è la somma degli insegnamenti di Cristo e dei suoi apostoli sotto ispirazione divina, si può definire apostata qualsiasi insegnamento che si è allontanato dalla verità contenuta nella Parola di Dio, dove tali insegnamenti sono riportati, come nel caso di ciò che la Chiesa di cui il cardinale Martini è sostenitore insegna riguardo alla “stella” e ai “re” magi. Denunciare questo allontanamento non solo è moralmente corretto ma è dovere di chiunque si dichiara cristiano e vuol seguire l’esempio di Cristo (cfr. Matteo 23:27,28; 1Timoteo 4:7; 6:20,21). Mi permetta ancora di correggere un suo errato punto di vista: se noi oggi possiamo tranquillamente parlare sulla Sacra Scrittura non lo dobbiamo né al cardinal Martini né alla sua Chiesa. Come dimostra la storia, la Chiesa del cardinal Martini ha condotto una vergognosa lotta, quando ne aveva il potere, contro la Parola di Dio e la sua diffusione nella lingua popolare perseguitando, torturando e addirittura assassinando tante persone che amavano la verità e hanno sacrificato la loro vita perché la verità non fosse soffocata. Grazie a uomini come Tyndale, Wycliffe, de Enzinas, Valdo, Serveto , Socini, Algieri, solo per citare alcuni nomi, e a migliaia di altri la Parola di Dio è potuta pervenire fino a noi e nelle lingue volgari così che tutti potessimo leggerla, a onta della lotta che la Chiesa ha condotto per impedirne la diffusione tra il popolo. Ma soprattutto grazie al suo divino Autore essa è giunta a noi nel testo pressoché immutato da quello scritto nelle lingue originali così che, nonostante i tanti tentativi di alterarlo, noi possiamo con un attento esame arrivare a conoscere la verità e a smascherare menzogne dottrinali come quella della “stella” e dei “re” magi o come quella trinitaria, della vita dopo la morte, della venerazione di creature anziché del creatore, ecc. ecc. Perciò, cara suor Mariangela, pur comprendendo il suo disappunto, poiché riconosco che non è facile scoprire e accettare di essere stati ingannati, quello che le posso augurare è di avere un cuore predisposto per la verità e di fare tutto il possibile per cercarla, non nella tradizione degli uomini, ma nell’unica fonte di verità, la Parola di Dio. Un caro saluto. G.

  2. 31 dicembre 2011 alle 01:18

    Cara Emanuela, per amore della verità posto questo commento alla riflessione del cardinal Martini. È un po’ lungo, ma necessario per poter comprendere cosa significasse effettivamente il segno della “stella” e perché esso è narrato nei vangeli.
    Nel vangelo di Matteo, capitolo 2, è scritto: “Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo»” (vv. 1,2).
    In questi versetti viene usato il plurale del termine greco màgos, cioè màgoi. Non è indicato il numero, evidentemente non era significativo ai fini del racconto. La tradizione lo fissa in tre, probabilmente mettendolo in relazione con i tre doni che essi portarono (oro, incenso e mirra); ma potevano essere di meno o di più.
    Le varie traduzioni bibliche rendono questo termine con “saggi”, “astrologi”, “osservatori delle stelle” o semplicemente lo traslitterano con “magi”. Discutendo su chi fossero questi màgoi, un dizionario biblico dice: “Secondo Erodoto i magi erano una tribù della Media, asserivano di interpretare i sogni e avevano l’incarico ufficiale dei sacri riti … erano, in breve, la classe dotta e sacerdotale e avevano, si supponeva, l’abilità di trarre dai libri e dall’osservazione delle stelle una percezione soprannaturale di eventi futuri … Ricerche successive tendono a considerare Babilonia piuttosto che la Media e la Persia il centro dell’attività dei magi. In origine i sacerdoti medi non erano chiamati magi … Dai caldei ereditarono tuttavia il nome di magi riferito alla casta sacerdotale, e così si spiega quanto dice Erodoto secondo cui i magi erano una tribù della Media” (The Imperial Bible-Dictionary). La Sacra Bibbia a cura del Pontificio Istituto Biblico di Roma nella nota in calce a Matteo 2:1 dice in parte: “Si dava il nome di ‘magi’ ai sacerdoti e ai sapienti persi, medi e babilonesi, i quali erano dediti … specialmente alla scienza degli astri”.
    Tutto indica dunque che i màgoi che fecero visita al bambino Gesù, non erano re ma erano astrologi che provenivano dalla terra di Babilonia, la culla delle arti divinatorie. Queste pratiche, si sa, erano fermamente condannate da Dio perché ponevano le persone sotto l’influenza dei demòni
    (cfr. Deuteronomio 18:10-12). E’ evidente, dunque, che il racconto evangelico vuole descrivere un’azione malvagia, quella che il Diavolo mise in atto contro il bambino Gesù al tempo della sua nascita e ciò che Dio fece per smascherarla e neutralizzarla!
    Quella strana “stella” che solo i Magi videro fa luce proprio su questo!
    Si è scritto molto sulla “stella” e ciò che si è detto può riassumersi principalmente in tre ipotesi: che fosse una “cometa”, o una “stella nova” o una “sovrapposizione di satelliti”. Ma “i Padri della Chiesa, pur essendo convinti che di un corpo celeste si trattasse, furono dell’idea che ad apparire ai Magi non fu né una cometa, né una meteora, né alcuna stella nuova ma che sia stata una potenza, una forza divina che aveva assunto l’apparenza esterna di una stella per annunciare ai magi, in un linguaggio ad essi comprensibile, la nascita del Re dei Giudei” (www.cartantica.it).
    Continua, infatti, il racconto evangelico: “All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino” (vv. 3-9).
    La notte che Gesù nacque proprio Dio, mediante una schiera angelica, e non con una “stella”, indirizzò umili pastori ebrei, adoratori di Dio, direttamente al luogo dov’era bambino (cfr. Luca 2:8-17). Ma ora c’è da notare che quella strana “stella” condusse i Magi, cioè dei pagani dediti all’adorazione di demòni, dapprima a Gerusalemme, dal Re Erode, il cui intento, sappiamo, era quello di sopprimere Gesù, e poi li guidò fino a Betlemme. Se quella stella fosse stata da Dio, conoscendo le intenzioni di Erode, pensi che Egli avrebbe portato prima i Magi da quel malvagio personaggio, mettendo così a rischio la vita del bambino? Chi è, invece, che aveva interesse a uccidere quel bambino che avrebbe dovuto rivendicare un giorno la sovranità universale del nostro Creatore? Non era forse il nemico dichiarato di Dio, Satana il Diavolo? E non è lui che mediante la divinazione (di cui l’astrologia è tra le pratiche più diffuse) porta sotto la sua sfera di influenza le persone, usandole per i suoi scopi?
    Appare del tutto evidente che legata a quella “stella” non c’è nessuna “speranza” per i veri cristiani e che dietro quei Magi (consapevoli o meno del loro ruolo) c’era Satana il Diavolo nel suo intento di eliminare colui che avrebbe dovuto “schiacciare la testa” all’“originale serpente, che è il Diavolo e Satana” (cfr. Genesi 3:15; Apocalisse 20:2). Il piano però non riuscì. Dio intervenne e si dimostrò superiore agli dèi demonici degli astrologi, i quali, perciò, “avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese” (v.12).
    Dunque, quegli astrologi pagani non erano né re né santi, come il cristianesimo apostata, e per esso il cardinal Martini, vorrebbe far credere, ma solo degli indemoniati violatori della legge divina utilizzati dal Diavolo per uno scopo empio e per questo considerati da Dio “come stoppia che il fuoco consuma, non salveranno se stessi dal potere delle fiamme”, cioè meritevoli di distruzione (cfr. Isaia 47:13,14). Solo una religione apostata e satanica li può considerare degni di venerazione!
    C’è infine da considerare l’usanza di rappresentare questi Magi come spettatori della nascita di Gesù. Questo viene comunemente fatto con il presepe. Consideriamo ancora che cosa dicono i racconti evangelici!
    Quaranta giorni dopo la nascita a Betlemme, dopo il tempo della purificazione indicato dalla Legge, Gesù fu portato dai suoi genitori a Gerusalemme (cfr. Levitico 12:2; Luca 2:22-24). Dopo di che tornarono di nuovo in Galilea, a Nazaret, la città dove risiedevano (cfr. Luca 2:39). Molto probabilmente, in seguito essi tornarono a stabilirsi a Betlemme, la città di Davide, dove furono quindi visitati dai Magi. Infatti il racconto dice: “Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono” (Matteo 2:11). E’ chiaro che quando i Magi fecero visita a Gesù la sua famiglia si era trasferita in una normale abitazione. Non lo trovarono più in una mangiatoia. E’, altresì, evidente che i Magi non fecero visita a Gesù nei quaranta giorni dopo la sua nascita perché il racconto del vangelo di Matteo dice che subito dopo la loro visita Dio disse a Giuseppe di prendere Maria e il bambino e di fuggire in Egitto, dove restarono fino alla morte di Erode (cfr. Matteo 2:13-15). Anche il fatto che Erode, quando i Magi non tornarono da lui, “s’infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi” (Matteo 2:16) dimostra che dal momento della nascita al tempo in cui arrivarono i Magi dovettero trascorrere diversi mesi, ovvero circa due anni, come sostengono tutti gli eruditi biblici.
    E’, quindi, indiscutibile che il racconto dei tre Re Magi e della “stella”, come tutte le altre tradizionali storie natalizie, non solo non sono accurate dal punto di vista biblico ma sono legate ad una tradizione che non tiene conto della verità e perciò non dà alcuna “speranza”. Non fu per caso che Gesù chiese agli apostati del suo tempo: “Perché non rispettate i comandamenti di Dio, per seguire la vostra tradizione?” (Matteo 15:3). I veri cristiani, quindi, dovrebbero considerare con molta serietà e rifiutare una forma di adorazione che è piena di falsità e riflette molti aspetti demonici. Gesù la pensava in questo modo quando disse: “i veri adoratori adoreranno il Padre con spirito e verità, poiché, veramente, il Padre cerca tali adoratori” (Giovanni 4:23). Qui mi fermo. Un caro saluto.

    • 31 dicembre 2011 alle 01:30

      Scusami Eleonora se ti ho chiamata con un altro nome … un semplice lapsus

      • 31 dicembre 2011 alle 10:24

        Chiedo scusa anche io… non credo sia il luogo e neppure l’occasione per aprire dibattiti di un certo tipo. Ma ricorderei, sempre per amore alla stessa Verità, che i Magi non sono un’invenzione del cardinale Martini, nè è un caso che SOLO Matteo tra i tre sinottici ne parli. E anche di questo è certa la Tradizione della Chiesa. Definire poi il Card. Martini esponente del cristianesimo apostata, o almeno lasciarlo credere così al lettore, credo che sia moralmente scorretto.
        Ritorno al post originario di sr. Eleonora, ringrazio di cuore per averlo proposto anche a noi e benedico il Signore per aver donato alla sua Chiesa uomini capaci di parresia. Infondo se oggi, carissimo Gianni, lei e io possiamo tranquillamente parlare sulla Sacra Scrittura, lo dobbiamo a chi come padre Martini ha dato la vita per questo. Buon anno a tutti i cercatori della verità!


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