Un “gratis” che chiede tantissimo (Mc 1,7-11) – Battesimo del Signore – Anno B


Quest’anno è Marco a raccontarci l’episodio del Battesimo di Gesù sul Giordano. Il suo racconto è molto interessante perché per lui, che non racconta la nascita di Gesù a Betlemme, l’incarnazione avviene nel Giordano, all’inizio della vita pubblica, quando la sua venuta tra noi diventa operativa.

Letture: Is 55,1-11; Is 12,2-6; 1 Gv 5,1-9; Mc 1,7-11

battesimo del SignoreAnche se il parallelo tra il battesimo di Gesù e il nostro battesimo non è esatto, perché noi siamo battezzati (immersi) nella morte e nella risurrezione di Gesù non nelle acque del Giordano, il nome stesso della festa e la tradizione (accentuata dal fatto che da un po’ di anni i papi battezzano alcuni bambini proprio in questo giorno) ci porta a una riflessione sul nostro battesimo. Esso infatti ci impegna a vivere la stessa vita di Gesù, iniziata proprio sulle rive del Giordano. Volendo fare un parallelo più esatto, il battesimo di Gesù nel Giordano è la nostra cresima, cioè l’impegno di vivere da cristiani dopo l’iniziazione alla vita della Chiesa.
Ma passiamo alla nostra riflessione.
Quest’anno è Marco a raccontarci il fatto. Il suo racconto è molto interessante perché per questo evangelista, che non racconta la nascita di Gesù a Betlemme, l’incarnazione avviene nel Giordano, all’inizio della vita pubblica, quando la sua venuta tra noi diventa operativa. Il parallelismo con i fatti di Nazaret e Betlemme è evidente.
Gesù viene da Nazaret, un paese piccolo e quasi sconosciuto, dalla Galilea, una regione piena di contaminazioni pagane, lontana dalla religiosità maniacale e presuntuosamente pura di Gerusalemme. Qui abitano coloro che si riconoscono peccatori e perciò disposti a mettersi in discussione e a convertirsi. È tra di loro – i pastori – che Gesù scende per condividere la nostra carne, la nostra storia. Il Giordano è come la grotta di Betlemme.
Quando Gesù risale dall’acqua i cieli si aprono. Si realizza l’invocazione accorata dei secoli: “Se tu squarciassi i cieli e scendessi” (Is 63,19). La colomba vola sopra di lui come sulle acque del diluvio: ora inizia davvero la nuova creazione. La voce dal cielo è come quella degli angeli nella notte di Betlemme: “È nato per voi un Salvatore”. Ora possiamo lasciarci portare da lui che ha preso su di sé i nostri peccati.
Come compenso non ci chiede niente…

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