Vedere per credere (Gv 1,35-42)


2a Domenica – Tempo Ordinario – Anno B

Cosa avranno visto Giovanni e Andrea di così straordinario da fissare quell’incontro nella memoria in modo indelebile, tanto che a distanza di molti anni ne ricordano l’ora: le quattro del pomeriggio? L’episodio evangelico, oltre alla legittima curiosità, stimola la nostra riflessione sul problema più urgente e pressante della Chiesa di oggi: l’evangelizzazione.

Letture: 1 Sam 3, 3-10. 19; Sal.39; 1 Cor 6, 13-15. 17-20; Gv 1, 35-42

"Ecco l'Agnello di Dio", di M. Rupnik “Venite e vedrete” , dice Gesù a Giovanni e Andrea che lo stanno seguendo su indicazione del Battista.
I due vanno, vedono e la loro vita cambia.
La curiosità è inevitabile: “Cosa avranno visto i due uomini di così straordinario da fissare quell’incontro nella memoria in modo indelebile, tanto che a distanza di molti anni ne ricordano l’ora: le quattro del pomeriggio?”.

Purtroppo non c’è modo di soddisfare la nostra curiosità. Ciò che possiamo fare è individuare nella nostra memoria un incontro indimenticato che in qualche modo abbia segnato la nostra vita. Tra Gesù e i due futuri apostoli deve essere accaduto qualcosa di simile a ciò che è accaduto a noi. Certo è che, se Giovanni e Andrea non avessero visto niente di interessante e significativo, sarebbero tornati a casa e alle loro occupazioni.
L’episodio evangelico, oltre alla legittima curiosità, stimola la nostra riflessione sul problema più urgente e pressante della Chiesa di oggi: l’evangelizzazione. Sono ormai decine di anni che i documenti dei papi e dei vescovi proclamano la necessità di tornare all’evangelizzazione, ed esortano tutti i soggetti ecclesiali (singoli cristiani, genitori, parrocchie, associazioni, istituti religiosi… ) a impegnarsi in questa operazione.
Ma i risultati sono deludenti

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