La conversione è uno stile di vita (Mc 1,14-20)


3a Domenica – Tempo Ordinario – Anno B

Gesù non si ferma al “convertitevi”, ma prosegue con: “e credete nel vangelo”. Per credere nel vangelo è necessario assumerlo come criterio di vita, farlo diventare il nostro navigatore satellitare. Un’operazione che non finisce mai, perché le strade della vita sono sempre nuove, e perciò la mappa va continuamente aggiornata e rinnovata.

Letture: Gio 3,1-5.10; Sal 24; 1 Cor 7,29-31; Mc 1,14-20

conversione_rupnik“Convertitevi e credete nel vangelo”, torna a raccomandarci oggi la parola di Dio con l’invito esplicito di Gesù, rafforzato dal racconto della conversione clamorosa degli abitanti di Ninive.
Che senso ha per noi, che fino a prova contraria siamo già convertiti, il nuovo invito di Gesù?
Non è superfluo e anche colpevolizzante questo continuo parlare di conversione? Caspita! L’Avvento, con gli inviti alla conversione, è appena passato. Tra poco arriva la Quaresima. Intanto questa domenica… Quante volte ci dobbiamo convertire? Noi non abbiamo già dato? Battezzati, cresimati, comunicati, a Messa tutte le domeniche, e sempre disponibili a compiere opere buone…, cosa possiamo fare di più?
Questa reazione non va ignorata o sottovalutata, anche perché proviene da un’educazione riduttiva della conversione, intesa prevalentemente come fatto moralistico (prima bestemmiavo, adesso non bestemmio più) e non esistenziale. La conversione, infatti, è sicuramente un “evento” (un incontro, un dialogo, una situazione…) che convince, come dice la parola, a dare una svolta alla vita, a cambiare direzione. Ma cambiare direzione non servirebbe a niente se poi non ci si decide a camminare nella direzione giusta. Quando il navigatore satellitare ordina: “fare inversione di marcia appena possibile”, sarebbe inutile girare l’auto se non poi non si riparte verso la meta giusta. Abbandonare pensieri, parole, atteggiamenti, comportamenti sbagliati non serve a niente, se non vengono sostituiti stabilmente con pensieri, parole, atteggiamenti, comportamenti nuovi.
Gesù, infatti, non si ferma al “convertitevi”, ma prosegue con: “e credete nel vangelo”. Per credere nel vangelo non è sufficiente riconoscere che ha ragione, che è vero, che è bello.

»»» Leggi il testo completo

Annunci