Sto provando sulla mia pelle cosa vuol dire perdonare


L’angolo della speranza

Cassatt_Mary_Maternal_Kiss_1896Le scrivo da un letto di ospedale.
Sono una mamma separata, con due figlie di sedici e tredici anni.
Da due anni lotto contro un tumore. I dottori hanno fatto di tutto per debellarlo.
Purtroppo, non nascondono la loro preoccupazione. E io non sono così stupida da non capire che mi è rimasto poco tempo da vivere.
Le scrivo per dirle che sto provando sulla mia pelle cosa vuol dire perdonare.
Sì, deve sapere che, durante la mia separazione, non sono stata una "brava moglie".
Ferita dalla scelta di mio marito, in questi otto anni non gli ho mai perdonato nulla. Da me ha sempre avuto dei "no". Da quando mio marito ha un’altra donna, mi sono davvero incattivita.
Ora, nella malattia, ho capito che la separazione, in parte, è stata anche colpa mia. Da quando sono in ospedale, il mio ex marito non mi ha mai fatto mancare la visita delle figlie. Ho saputo da mia sorella che si informa con i dottori. Spera che ci sia qualche speranza. Chiede se ci sono centri più specializzati per curarmi.
So anche che, ogni sera, prega per me, assieme alle nostre figlie e alla sua compagna.
Caro padre, come vorrei tornare indietro nella vita, per comportarmi meglio!
Pochi giorni fa, ho provato a chiedere scusa al mio ex marito. Lui ha fatto scivolare la cosa, e mi ha detto che, in questo momento, la priorità è la mia guarigione.
Ho pianto tanto alle sue parole. Non so come mi presenterò a Dio. Ma voglio "recuperare" un buon rapporto con tutti.
Domani verrà a farmi visita la nuova compagna di mio marito. A lei "affiderò" le mie due figlie, il bene più prezioso che ho.
Caro padre, preghi per me.   
UNA MAMMA

da Famiglia Cristiana n. 8, 19 febbraio 2012

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