«Chiunque chiede riceve» Mt 7,7-12


mani_aperte_con_soleE’ un’arma potente la preghiera, un tesoro indefettibile, una ricchezza inesauribile, un porto al riparo delle tempeste, un serbatoio di pace; la preghiera è radice, fonte e madre di innumerevoli beni… Ma la preghiera di cui parlo non è mediocre, né incurante; è una preghiera ardente, scaturita dalla sofferenza dell’anima e dallo sforzo dello spirito. Ecco la preghiera che sale fino al cielo… Senti ciò che dice l’autore sacro: «Nella mia angoscia ho gridato al Signore ed egli mi ha risposto» (Sal 120,1). Chi prega così nel dolore, gusterà nella sua anima, dopo la preghiera, una grande gioia…
Per preghiera non intendo quella che affiora solo sulle labbra, ma quella che scaturisce dal profondo del cuore. Come gli alberi dalle radici profonde, anche quando i venti scatenano mille assalti, non vengono schiantati, né divelti, perché sono radicati saldamente ben dentro al terreno, ugualmente le preghiere che emergono dal profondo del cuore, così radicate, si elevano sicure e nessun pensiero di mancanza di certezza o di merito può deviarne il corso. Ecco perché il salmista esclama: «Dal profondo a te grido, o Signore» (Sal 130,1) …
Se raccontare agli uomini le tue sventure e descrivere le prove che ti hanno colpito porta qualche sollievo alle tue sofferenze, come se attraverso le parole si sprigionasse una brezza rinfrescante, a maggior ragione se dici al Signore le sofferenze della tua anima troverai consolazione e conforto in abbondanza! Succede spesso che la gente sopporti difficilmente chi viene a gemere o a lamentarsi; lo si respinge e lo si allontana. Dio, invece, non agisce così: ti fa avvicinare, anzi ti attira a sé; e anche se per l’intera giornata gli esponi i tuoi mali, sarà ancor più disposto ad amarti e ad esaudire le tue suppliche.
San Giovanni Crisostomo, Omelie sull’incomprensibilità di Dio, 5

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