La fede non è una questione di I.C.I.


II Domenica – Tempo di Quaresima – Anno B

A noi Dio chiede esattamente ciò che ha chiesto ad Abramo e a Gesù: la fiducia e la dedizione assolute a lui. Se riusciamo ad avere questa concezione alta e drammatica della fede, allora possiamo essere sicuri che Dio non ci lascerà senza l’ariete e senza la gloria annunciata sul Tabor.

Letture: Gen 22,1-2.9.10-13.15-18; Sal 115; Rm 8,31-34; Mc 9,2-10

liturgia_2_TQ_domenica_paoline_2012Questa seconda domenica di Quaresima dell’anno B pone problemi seri a noi che di questi tempi rischiamo di ridurre la fede a una questione di tasse o meno sui beni immobili della Chiesa. Infatti, il sacrificio di Isacco, per quanto lo si voglia rendere meno ostico per la nostra sensibilità moderna, ci pone davanti un Dio che chiede ad Abramo ben altro che mettere la mano al portafogli. Gli chiede ciò che ha di più caro: il suo unico e tanto desiderato figlio.
Ancor più esigente è Dio con il suo figlio “diletto” Gesù. A lui chiede la vita, come rivela Gesù stesso “apertamente” ai suoi discepoli nei giorni immediatamente precedenti la trasfigurazione: “Il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere” (Mc 8,31).

E a noi?

A noi Dio chiede esattamente ciò che ha chiesto ad Abramo e a Gesù: la fiducia e la dedizione assolute a lui. È sempre Gesù ad affermarlo. Dopo aver parlato del sacrificio di se stesso, dichiara: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà” (Mc 8,35).
Diciamo la verità! Per noi, abituati a pensare alla fede come pratica religiosa che interrompe ogni tanto il corso della nostra vita… normale… con un po’ di tempo dedicato alla Messa domenicale, a qualche preghiera e a qualche opera buona, è difficile accettare che la fede sia una questione così seria. Eppure è così: la fede in Dio o è fiducia totale, oppure non è niente e non serve a niente. O è la fede di Abramo e di Gesù, oppure non è.
E chi ce la può fare?
La risposta ce la dà san Paolo: “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui?”.
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