08
Mar
12

Solidarietà femminile dalla Sicilia a Parigi


La storia di Lucia Iraci  e il suo salone speciale e “solidale”.

La bella storia che vi raccontiamo ha per protagonista un’italiana a Parigi. Si chiama Lucia Iraci ed è originaria di Canicattì (Agrigento). Dopo una lunga esperienza come parrucchiera presso i più famosi saloni parigini, Lucia ha realizzato il sogno della sua vita: fondare un salone tutto suo, ma molto diverso dagli altri, un salone speciale e “solidale”.

Lucia Iraci

Un salone di parrucchiera, cioè, aperto a tutte le donne che si trovano in difficoltà economiche e psicologiche e che non possono permettersi il lusso di un taglio di capelli o di un trattamento estetico. Donne che hanno perso il lavoro, vittime di violenza, anziane sole, straniere arrivate in città in cerca di un futuro migliore, ma senza soldi e senza famiglia.Donne per le quali la“bellezza”, sia interiore che esteriore, e la cura del corpo e dell’anima non sono esigenze prioritarie,perché annientate da problemi da risolvere, pesi difficili da sostenere ed esigenze urgenti da affrontare.

Lucia è partita dalla sua Sicilia negli anni Settanta, ancora ragazzina, per raggiungere la sorella che già abitava nella capitale francese e che la aveva trovato un lavoro come “apprendista parrucchiera”. Dotata di un talento che non immaginava di avere, Lucia ha collaborato per anni con alcuni dei più grandi stilisti francesi (Christian Dior, Yves Saint-Laurent) e fotografi internazionali (Bettina Rheims e Peter Lindbergh). Dopo essere riuscita ad aprire un salone di parrucchiera tutto suo (chic ed elegante, frequentato dalla Parigi bene), decise che ogni ultimo lunedì del mese (giorno di chiusura) avrebbe aperto il negozio, gratuitamente, a tutte le donne delle banlieu parigine, cioè a tutte le donne più sfortunate e in situazioni di precarietà. Lucia, che all’inizio era aiutata solo da un’amica truccatrice, ha cominciato ad accogliere e ad ascoltare i racconti di tutte le donne segnate dalle sofferenze della vita.

Quando si ha una vita così difficile, la cura di se stesse passa inevitabilmente in secondo piano e ci si sente sempre meno accettate dalla società e sempre meno disposte a tornare a farvi parte. Per questo motivo,nel 2006 Lucia decise di fondare anche l’associazione Joséphine pour la beauté des femmes,in onore della sorella scomparsa. L’associazione non si occupa solo di acconciature e maquillage, ma organizza corsi, offre assistenza sociale e supporto nella ricerca di un lavoro o di un alloggio. Lo scopo principale è aiutare queste donne in difficoltà a reintegrarsi nella società.

Le donne che chiedono l’aiuto di Lucia trovano in lei una persona capace di ascoltare i loro problemi, oltre ad un conforto psicologico e una fondamentale “valvola di sfogo”.«Ho aperto il mio salone alle donne maltrattate per solidarietà, per la voglia di sentirmi utile, in un mondo che ogni giorno diventa sempre più egoista».Lucia ama“coccolare” le donne più sfortunate e fare in modo che tornino ad amare di nuovo la vita, che non perdano la speranza e credano di nuovo in se stesse e nelle proprie capacità.

L’8 marzo 2011 Lucia è riuscita, finalmente, ad aprire un vero e proprio “salone sociale”dedicato esclusivamente a loro e aperto dal lunedì al venerdì,nel quale lavorano diversi professionisti della bellezza, tanti volontari e associazioni no profit. «Da allora lavoro 15 ore al giorno. Ma lavorare per me è un divertimento continuo. Ho creato personalmente Joséphine pour la beauté des femmes nel 2006. Lo scopo è quello di aiutare tutte le donne in difficoltà, quelle per cui la vita rappresenta un percorso faticoso – spiega Lucia –. In questo salone sociale, creato appositamente per loro, oltre a curare capelli, trucco ed estetica in generale, prestiamo anche vestiti, proponiamo esercizi di yoga e corsi, al costo simbolico di 3 euro. Offriamo tutto ciò che possiamo per ridare loro la fierezza e il rispetto di se stesse».

Secondo Lucia Iraci, il reinserimento sociale passa anche dalla dignità e dalla sicurezza in se stesse – spesso perduta per aver subito violenza, per non disporre più di un lavoro o un alloggio, oppure per essere cadute in depressione.«La cosa più sconcertante, nonché allarmante, è chel’80% dei poveri a Parigi sono donne.Sono donne o studentesse povere, oppure vittime di violenza che hanno più che mai bisogno di ritrovare la stima di se stesse. Anche attraverso la bellezza. Un vezzo leggero ma efficace per avviare il percorso di un nuovo reinserimento sociale, per poter trovare più facilmente, ad esempio, un nuovo posto di lavoro. Queste donne, una volta uscite dal salone sociale, si sentono più “forti” e in grado di affrontare ogni situazione».

Laura Pavesi da Buone notizie.it del 2 marzo 2012 in Cambonifem, 6 marzo 2012

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1 Response to “Solidarietà femminile dalla Sicilia a Parigi”


  1. 1 Carmela
    8 marzo 2012 alle 21:18

    Grande Lucia, fai onore alla nostra cara Sicilia.


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