Il suo popolo, salga! – Gv 3,14-21


4a Domenica – Tempo di Quaresima – Anno B

Il nostro impegno di discepoli non è quello di accumulare meriti per rivivere e risorgere, ma quello di testimoniare che in Cristo Gesù siamo rinati a vita nuova, che in lui siamo risuscitati. E questo possiamo testimoniarlo con una vita alta, di qualità, da figli della luce, carica di opere buone…

Letture: 2 Cr 36,14-16.19-23; Sal 136; Ef 2,4-10; Gv 3,14-21

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Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù”.
Ascoltiamo bene queste parole di Paolo. Esse ci ricordano che Dio, non per nostro merito, ma per sua grande misericordia ci ha fatto rivivere in Cristo. Non: “ci farà rivivere”, ma “ci ha fatto rivivere”; non: “ci risusciterà e farà sedere nei cieli”, ma “ci ha risuscitato e fatto sedere nei cieli”. Sono parole tanto straordinarie che ci sembra inevitabile attutirne il significato interpretandole al futuro. Ma esse sono al presente ed è così che dobbiamo accoglierle: in Cristo Gesù noi siamo già rinati e già risuscitati.
Il nostro impegno di discepoli, perciò, non è quello di accumulare meriti per rivivere e risorgere, ma quello di fare emergere la vita nuova che è in noi. Non è una precisazione da poco. Al contrario, è fondamentale, perché dà un’impronta diversa a tutta la nostra vita e, tanto per non prenderla troppo alla larga, al nostro cammino quaresimale. Esso corre velocemente verso la Pasqua e, ammesso di essere riusciti a portarlo dentro la vita quotidiana e di non essercene ricordati soltanto la domenica durante la messa – eventualità per nulla scontata! -, staremo verificando se siamo riusciti a fare ciò che ci eravamo ripromessi: “Non prenderò più di un caffè”, “Fumerò di meno”, “Non mangerò dolci”; “Farò la Via Crucis”; “Sopporterò quel collega con santa pazienza”, “Andrò a visitare i vecchietti del ricovero”…
È così. Sia perché ci siamo stati abituati, sia perché ci viene istintivo abbassare le proposte alte di Dio alla nostra misura.
È così, ma non deve essere così, perché ciò che ci viene chiesto è testimoniare che in Cristo Gesù siamo rinati a vita nuova, che in lui siamo risuscitati. E questo possiamo testimoniarlo con una vita alta, di qualità, da figli della luce, carica di opere buone che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.
Siamo sinceri! Questa vita alta ci manca. Ci adattiamo con troppa facilità al livello di chi non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio, accontentandoci di qualche caffè in meno e di qualche Via Crucis in più.
Ma cosa significa vivere da risorti?…

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