Gesù, un ribelle dell’AMORE? (gv 3,14-21)


Un uomo contagioso di divina umanità

gesu-e-il-discepoloCome mai si dimentica così in fretta
che Gesù è stato condannato a morte,
alla morte di croce,
perché era un ribelle,
un ribelle dell’amore?
Gesù non è morto di morte naturale,
non è morto per un incidente,
è stato giustiziato al termine un processo.
Era processo di tutta una vita.
Gesù è stato condannato
perché voleva creare un mondo nuovo
– il regno di Dio –
e perché vi invitava tutti gli uomini,
senza lasciarsi scoraggiare da barriere sociali,
morali, religiose, nazionali.
Gli si rimproverava di incitare
allo sciopero delle tasse,
di essere pronto a sollevare Israele,
di aver disprezzato il tempio,
di farsi uguale a Dio!
Lo si sarebbe potuto accusare
di insurrezione generale,
dal momento che voleva cambiare
ogni aspetto della vita.
Lo hanno portato fuori dalle mura e crocifisso.
Come avrebbero potuto tenere in città
un uomo così contagioso di divina umanità?
Gesù è stato ucciso perché era troppo vivo. 
G. Bessière, Dio e proprio giovane

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