Maria, lampada nell’oscurità


madre_di_DioLe tue feste, Maria,
sono sempre come una sorgente di luce umano-divina
sul sentiero del nostro pellegrinaggio nel tempo,
come una lampada nell’oscurità.
Per questo motivo
noi contempliamo il mistero di Dio in te riflesso
e per tua intercessione preghiamo.

Tu sei la nuova Eva,
il tipo di un’umanità perfetta,
ricreata secondo il pensiero originale di Dio,
tutta bella di una bellezza restituita.
Tu splendi nel candore immacolato,
degno della contemplazione delle anime innocenti
o desiderose di una primigenia perfezione,
ammirazione senza fine degli artisti,
vittoriosa su ogni pessimismo,
consolatrice dei miseri,
degli afflitti, dei sofferenti.

Tu, ornata di incomparabili privilegi,
meritevoli della meraviglia degli umanisti e dei santi,
nasci, rimani e rifulgi Immacolata,
senza peccato originale,
sorgente di bellezza innocente e perpetua, o Maria.

Umile e alta più che creatura,
Vergine senza macchia alcuna,
Sposa dello Spirito Santo che è l’amore infinito,
diventi la madre di Cristo,
Figlio del Dio vivente.
E questo il titolo più alto
che possa essere pensato per una donna;
perciò tu sei la benedetta fra tutte le donne,
la «Theotocos» del Concilio di Efeso,
la Madre di Dio,
perché Dio era il Verbo incarnato nel tuo seno.

Tu partecipe, sotto la Croce,
dell’immolazione di Cristo per la salvezza del mondo
e poi ancora al Cenacolo,
inondata da una profusione di Spirito Santo,
che farà lievitare il tuo Santissimo Corpo
nell’Assunzione al Cielo.
Di te, o Maria, non basta mai la lode.
Le tue feste sono gaudio per il mondo.
Siano gaudio per ciascuno di noi
che speriamo e preghiamo di averti sempre
Madre spirituale e celeste protettrice.

A te, Madre della Chiesa,
il nostro onore e il nostro amore,
mentre sulle nostre labbra fiorisce ancora
il saluto dell’Angelo annunziante: Ave Maria.
Amen.

Paolo VI, Preghiera dell’Angelus, 4 settembre 1977

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