Gesù dà parola alla morte (gv 13,1)


«Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine» (gv 13, 1).

 

amore fino alla fineE‘ l’espressione con cui Gesù
dà voce alla propria morte,
ripetuta ogni giorno nella liturgia della Chiesa:
«Questo è il mio corpo che è dato per voi».
Gesù dà parola alla propria morte
e mediante quella parola ne dissolve amarezza
e ne corregge la crudeltà.
Egli dà alla propria morte
una parola sobria e senza strepito,
paziente e senza fretta;
una parola che probabilmente fu compresa
soltanto in maniera assai imperfetta
da coloro che erano intorno a lui quando la pronunciò.
Tuttavia non fu dimenticata
bensì custodita con gelosia,
nell’attesa che i giorni successivi
ne dischiudessero il senso e la promessa.
Quei giorni durano fino ad oggi.

Noi cristiani
celebriamo il gesto del pane e del vino
«in memoria» di Gesù:
cerchiamo così di comprendere il suo testamento
e cerchiamo nel Nuovo Testamento
una parola e una speranza
anche per la nostra morte.

Questo è il compito vero
che la prospettiva del morire
propone alla nostra libertà:
trovare la parola e la speranza
che diano alla morte un senso
e consentano di non ribellarsi vanamente ad essa,
come di fronte ad un fato crudele
e del tutto insensato.
Cardinale Carlo Maria martini

Annunci

Un pensiero su “Gesù dà parola alla morte (gv 13,1)

  1. In Gesù, nella sua Croce si trova il senso di ogni sofferenza. Pian piano sto facendo mia questa verità.
    Ciao Ele, ti seguo sempre. Un abbraccio

I commenti sono chiusi.