“Davvero quest’uomo era Figlio di Dio”. Ma per noi è davvero Figlio di Dio? (mc 14,1-15,47)


Domenica delle Palme – Tempo di Quaresima – Anno B

 

1domenica delle palmeIl Gesù raccontato da Marco, inizia la sua avventura terrena suscitando una domanda che percorre la Galilea, provocando stupore e meraviglia: “Che è mai questo?” (Mc 1,27); “E tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: – Non abbiamo mai visto nulla di simile! -” (Mc 2,12). Poi, ben presto, l’entusiastica accoglienza iniziale si trasforma in opposizione durissima da parte degli scribi e dei farisei che lo tallonavano ossessivamente per coglierlo in fallo, per metterlo in difficoltà, per fargli perdere la stima della gente. Però questa opposizione accanita non faceva altro che aumentare gli interrogativi: “Chi è costui che ha il coraggio di scacciare i mercanti dal tempio” (Cfr. Mc 11,18).
La risposta a questi interrogativi arriva sotto la croce per bocca del centurione romano: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio” (Mc 15,39). Questo “era”, sembra riferirsi non soltanto a quello che il soldato ha sotto gli occhi, ma anche a esperienze passate. A me – nessuno mi può confermare, ma nessuno mi può smentire – autorizza a pensare che l’ufficiale romano avesse altre volte incontrato Gesù, forse proprio perché incaricato dal potere romano di tenerlo sotto stretta osservazione appena il nuovo maestro aveva cominciato a fare rumore, e a suscitare l’interesse e il “Che è mai questo?” della gente. Così, sotto la croce, vedendo quest’uomo accettare il supplizio senza rabbia e odio – chissà a quante crocifissioni aveva presenziato – ma perdonando i suoi crocifissori; senza ricorrere ai poteri con i quali lo aveva visto guarire lebbrosi, ciechi, storpi, sordi, e addirittura richiamare in vita i morti; trae finalmente le sue conclusioni: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio”.
Riascoltare la lettura della passione del Signore non deve servirci per sprecare parole che non aggiungono niente a quelle del vangelo, né per rinfrescare conoscenze che già abbiamo per averla ascoltata tante volte, ma per far scattare dentro di noi il percorso del centurione. Perché noi lo sappiamo che Gesù è figlio di Dio, ma rischiamo di saperlo talmente tanto e da sempre che non ci dice più niente…

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