Ritornare al “lassù” per salvare il “quaggiù”


Domenica di Pasqua -  Anno B

E’ necessario che i cristiani facciano risuonare forte il messaggio di Pasqua: “Fratelli, se siete risorti con Cristo… rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra”. Che non vuol dire dimenticare la terra, ma viverla con gli occhi verso l’alto, perché se la crisi è stata causata dalle cose di quaggiù, non potrà essere risolta soltanto con le cose di quaggiù.

Letture: At 10, 34a. 37-43; Sal 117; Col 3, 1-4; Gv 20, 1-9

pasqua_risurrezione_annoB_liturgiaNon c’è giorno, non c’è giornale, non c’è telegiornale che non ci parlino della crisi che avanza, che sembra si avvii verso la soluzione, che poi invece torna minacciosa. Sono ormai anni che non si parla altro che di crisi. Di crisi di lavoro, di consumi, di soli soldi, quindi. Ovviamente! Sta diventando angosciante. Anche perché, quando si esce fuori dalle dichiarazioni e si entra dentro la vita concreta delle famiglie e delle persone, ci si rende conto che la crisi è vera; che sempre più famiglie fanno fatica a mettere insieme il pranzo (per lo meno il pranzo di qualche anno fa) con la cena (per lo meno con la cena di qualche anno fa).
E poi arriva la Pasqua, che inevitabilmente parla di gioia, di speranza, di fiducia, di sofferenza che non è mai cieca e ottusa perché è come il seme che marcisce per portare frutto. E’ inevitabile domandarsi che senso può avere sentire in chiesa questo messaggio rassicurante, mentre in casa prevalgono e preoccupano sentimenti contrari. Quasi quasi verrebbe voglia di parlare di crisi anche in chiesa, per non dare l’impressione che il messaggio cristiano cammini sopra la testa della realtà. Invece no! Mai come in questo periodo di crisi, e in questo tipo di crisi, è necessario riaffermare e rafforzare il messaggio della Pasqua, perché “questa” crisi è particolare. Essa nasce infatti dal punto di arrivo di una speranza praticamente illimitata, quasi religiosa, nel mercato, nel soldo, che avrebbe assicurato la felicità su questa terra senza bisogno di nessuna felicità “altra”. Questa fiducia sta crollando perché la crisi è stata causata proprio dalla ricerca ossessiva e ottusa delle “cose della terra”, delle cose di quaggiù: dalla bramosia di guadagni esagerati, e da tutto ciò che essa si porta appresso.
Non sarà facile ripartire verso l’alto, perché, almeno finora, sembra che le soluzioni alla crisi vengano ricercate soltanto riguardando verso il quaggiù, cioè riequilibrando in qualche modo il giro del denaro, togliendone un poco (pochino!) a chi ne ha troppo, e molto a chi ne ha già poco. E’ necessario perciò che i cristiani facciano risuonare forte il messaggio di Pasqua: “Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra”. Che non vuol dire dimenticare la terra, ma viverla con gli occhi verso l’alto, perché se la crisi è stata causata dalle cose di quaggiù, non potrà essere risolta soltanto con le cose di quaggiù.
Come far risuonare l’annuncio pasquale?
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