Mattino di Pasqua, di Edith Stain


mattino_pasqua_edith_ stein_paoline_aprile_12
Come descrivere quel mattino di Pasqua?
Ci hanno provato in tanti.
Ecco un brano di Edith Stein “Mattino di Pasqua”, perché forse solo la poesia può evocare qualche sensazione e suscitare anche in noi sprazzi di stupore e gioia per un evento che ha dato senso a ogni vicenda umana.

 

 

Mattino di Pasqua, di Edith Stein

Buia la notte nella tomba,
ma i raggi delle sante ferite
penetrano la durezza della pietra,
sollevata leggermente e posta a lato;
dal buio della tomba si erge
il corpo del Figlio dell’Uomo
illuminato di luce, irraggiante splendore,
nuovo corpo risorto del Figlio dell’Uomo.

Lento nella caverna Egli esce
nella tacita prima aurora del silente mattino,
lieve nebbia ricopre la terra;
profondamente ora sarà attraversato da luce
di bianco bagliore
e il Salvatore oltrepassa il silenzio
della terra nuovamente ridestata dal sonno.
Sotto i passi dei santi suoi piedi
fioriscono, mai visti, fiori di luce
e dove, lievemente, le sue vesti
sfiorano il suolo,
scintilla il terreno, brillio di smeraldo.
Dalle sue mani fluisce la benedizione
sui campi, sui prati in turgidi, chiari profluvi,
nella rugiada mattutina della pienezza
della grazia
irraggia, giubilando, la natura del Risorto,
quando Egli silente procede a fianco
degli uomini.
Edith Stein
da paoline.it

Annunci