Pasqua… Dal versante del “terzo Giorno”


Con queste parole di don Tonino bello, mons. Montenegro (don Franco per i suoi diocesani) conclude i suoi auguri di SANTA PASQUA alla diocesi di Agrigento

sepolcroLa Pasqua sconfigga il nostro peccato,
frantumi le nostre paure
e ci faccia vedere le tristezze,
le malattie,
i soprusi e perfino la morte,
dal versante giusto:
quello del "terzo giorno".
Da quel versante,
le croci sembreranno antenne,
piazzate per farci udire
la musica del cielo.
Le sofferenze del mondo
non saranno per noi
i rantoli dell’agonia,
ma i travagli del parto.
E le stigmate, lasciate dai chiodi
nelle nostre mani crocifisse,
saranno le feritoie
attraverso le quali
scorgeremo fin d’ora
le luci di un mondo nuovo." Don Tonino Bello

 

 

Il "Pane di vita" per le comunità. il giorno della risurrezione

Lettera di don Franco

risurrezione di gesùRitorna ancora una volta la Pasqua
Il giorno del Signore, il giorno della risurrezione, il giorno dei Cristiani, il nostro giorno" (S. Girolamo).

Il giorno che, come il sole che spunta ogni mattina, riporta luce, risveglia i colori, riscalda i cuori, ridà lena per riprendere e continuare la fatica quotidiana, non appesantita dal buio della notte, ma rischiarata dalla luce che ritempra. Con la Pasqua, il Signore Risorto trasforma in festa la via dell’uomo. Se non fosse così tutto sarebbe inutile e sarebbe impossibile parlare di speranza. Nel nostro vocabolario la parola “buio” è scritta a grandi caratteri, nel linguaggio di Dio invece si distingue la parola “luce”.

A Pasqua la pietra che sigilla la tomba rotola via, là dove pensiamo che sia stata scritta l’ultima triste parola “morte”, con meraviglia scopriamo che quel luogo diventa culla di una vita nuova e c’è scritta invece, la parola speranza. È questa parola ad illuminarci e la Pasqua ci ridona l’identità della nostra appartenenza al popolo di Dio.

So che non è facile scrivere ed accettare queste parole, possono sembrare inutile poesia.

Il mondo cambia velocemente, e quel che preoccupa, è che sembra cambi in peggio. Mai come in questi tempi abbiamo sentito parlare di crisi. Crisi del lavoro, crisi economiche, crisi nelle relazioni personali e nazionali. Paura del futuro, paura del presente, paura degli altri … Potremmo continuare a lungo questa litania negativa.

Il credente, aiutato dalla sua fede, illuminata dalla luce pasquale, si muove in mezzo a queste realtà con la sicurezza di chi sa che il male non può avere il sopravvento, che il bene è sempre passibile, che si può guardare avanti con la fiducia di chi sa di non essere solo, ma di essere accompagnato da chi ha detto: “Non abbiate paura, io ha vinto il mondo”. Questa certezza ci è donata dalla Pasqua, che chiede a noi di essere convinti costruttori di un mondo diverso e migliore.

La Pasqua profuma di primavera, di voglia di nuovo e di diverso, di maniche sbracciate per fare la propria parte perché il buio scompaia, di suoni che cantano la vita. Vorrei – è questo il mio augurio – che ognuno di voi, noi tutti, possiamo avvertire queste benefica scossa del Signore e guardare il mondo con gli occhi e il cuore illuminati dal Risorto.

Mi piace chiudere questo augurio con una riflessione di Mons. Bello. Accoglietela come il mio dono per la Santa Pasqua
+ don Franco – Vescovo

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