Maria di Magdala e quella chiamata per nome (Gv 20,11-18)


Maria di magdala - risrurrezione di M RupnikVi prego: non dormite.
Nessuno mi ha più chiesto di ricordare:
sono successe tante cose
dopo l’incontro di quel mattino
che il racconto di una donna non ha più importanza.
Lo ripetevo ogni giorno per me stessa
e non so aggiungere nulla
da quella prima volta quando lo raccontai.
Era mattina, quasi ancora buio,
la pietra era rimossa e il sepolcro vuoto.
Piansi a lungo accanto al sepolcro del mio Signore,
perché mi era insopportabile l’idea
che non rimanesse nulla di lui, neppure il suo corpo.
Quando mi voltai vidi un uomo che non conoscevo
e pensai che fosse il padrone del campo.
Quell’uomo non lo avevo mai visto.
Poi vollero che io dicessi che era troppo buio per riconoscerlo,
che nella mia tristezza io non alzai neppure gli occhi a guardarlo
e che se lo avessi fatto avrei subito riconosciuto il mio Signore.
Non è così: io non lo riconobbi.
Lo so che questo non ha senso e può sembrare una sciocchezza,
una testardaggine di donna,
ma nessuno era là a sentire la sua voce
quando mi chiamò per nome: «Maria!».
Quante volte mi aveva chiamato così,
eppure mai avevo sentito tanta dolcezza nella sua voce.
Ancora oggi, quando chiudo gli occhi,
sento la sua voce chiamarmi con la stessa dolcezza
con cui mi ha chiamata quell’ultima volta: «Maria!».
Mi chiama così da allora, la sua voce mi accompagna, e io non sento più altro.
Mi hanno messa da parte, con delicatezza, con affetto:
a chi serve, infatti, che io continui a sentire dentro di me
la sua voce e solo la sua voce?
In quella chiamata c’era il mantenimento di una promessa,
c’era l’adempimento del suo amore per me,
per Maria di Magdala,
sì, proprio quella Maria dalla quale aveva scacciato sette demoni,
come vi piace ricordare, un amore totale per ciascuno di noi,
con il suo nome, con il suo corpo, con la sua povera vita.
Solo allora riconobbi quello sconosciuto,
da come pronunciò il mio nome, «Maria!»,
e gli caddi ai piedi: «Rabboni!», esclamai, ed ero felice.
Mi parve così naturale che prima non lo avessi riconosciuto
che neppure oggi, dopo tanto tempo, posso spiegarne il perché.
Ora so che non era possibile riconoscerlo prima che mi avesse chiamato.
Neppure voi potrete riconoscerlo prima che egli vi chiami
anche se egli è lì, dinanzi a voi da sempre,
eppure voi non sapete chi sia finché non vi avrà chiamato per nome.
Questo è il semplice segreto di Maria di Magdala.
Vi prego: non dormite.
Ferruccio Parazzoli, Gesù e le donne, Paoline

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