A Emmaus, la carità che incendia il mondo (Lc 24,13-42)


discepoli di Emmaus Sabor_PalavraI discepoli di Emmaus non partono alla ventura
verso una città anonima:
vanno a cercare un ambiente,
una situazione,
che sarà, a sua volta,
luogo dello scoppio di un grande fuoco.
Vanno al Cenacolo dal quale divamperà
la forza dello Spirito Santo,
quella carità divina capace di infiammare l’universo.
Questo è il programma che ci sta davanti:
la nostra testimonianza deve sfociare
nel grande atteggiamento fondamentale
del cristiano verso il mondo: la carità.
Non la carità che è semplicemente l’interesse,
l’attenzione all’altro, l’aiuto, la cura:
ma la carità che è il fuoco dello Spirito Santo
divampante in noi e che diventa amore, attenzione,
vigilanza per tutte le situazioni umane,
per le situazioni di povertà materiale, spirituale,
culturale, sociale, politica, cosmica, universale.
Una carità che provenendo dallo Spirito Santo
è secondo le dimensioni e i confini del mondo.
Dalla mensa di Emmaus,
da questo semplice conversare di Gesù
con i suoi spiegando le Scritture,
nascono orizzonti universali di carità missionaria
capace di incendiare il mondo
di cui noi sentiamo la vocazione e la missione.
Non è presunzione ciò che noi diciamo in questo momento. 
E’ semplicemente il rivivere l’esperienza dei primi cristiani,
è il risentire dentro di noi
la coscienza apostolica e missionaria di Paolo
al quale è apparso Gesù Risorto
dandogli un profondo senso della sua missione,
insieme con il senso della gratuità del dono. P
er questo Paolo poteva dire:
io non valgo niente, non sono capace di fare niente
ma tutto posso in colui che mi dà forza!
Cardinale Carlo  Maria martini

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