Da Gerusalemme… testimoni della tua risurrezione (Lc 24,35-48)


I discepoli di Emmaus

discepoli emmaus, di ArcabasSignore Gesù, grazie
perché ti sei fatto riconoscere
nello spezzare il pane.
Mentre stiamo correndo verso Gerusalemme,
e il fiato quasi ci manca
per l’ansia di arrivare presto;
il cuore ci batte forte
per un motivo ben più profondo.
Dovremmo essere tristi,
perché non sei più con noi.
Eppure ci sentiamo felici.
La nostra gioia
e il nostro ritorno frettoloso a Gerusalemme,
lasciando il pranzo a metà sulla tavola,
esprimono la certezza che tu ormai sei con noi.
Ci hai incrociati poche ore fa
su questa stessa strada,
stanchi e delusi.
Non ci hai abbandonati
a noi stessi e alla nostra disperazione
grazie, Gesù!
Ci hai inquietati con i tuoi rimproveri,
ma soprattutto sei entrato dentro di noi,
ci hai svelato il segreto di Dio su di te,
nascosto nelle pagine della Scrittura:
grazie, Gesù!
Hai camminato con noi,
come un amico paziente,
hai suggellato l’amicizia
spezzando con noi il pane,
hai acceso il nostro cuore
perché riconoscessimo in te il Messia,
il Salvatore di tutti:
grazie, Gesù!
Così facendo, sei entrato dentro di noi.
E quando sul far della sera,
tu avevi accennato a proseguire il tuo cammino oltre Emmaus,   
noi ti pregammo di restare.
discepoli_corronoTi rivolgeremo questa preghiera, 
spontanea e appassionata, 
infinite altre volte
nella sera del nostro smarrimento,
del nostro dolore,
del nostro immenso desiderio di te.
Ma ora comprendiamo
che essa non raggiunge la verità ultima
del nostro rapporto con te.
Infatti tu sei sempre con noi.
Siamo noi, invece,
che non sempre restiamo con te,
non dimoriamo in te.
Per questo non sappiamo diventare la tua presenza
accanto ai fratelli.
Per questo, o Signore Gesù,
ora ti chiediamo di aiutarci
a restare sempre con te,
ad aderire alla tua persona
con tutto l’ardore del nostro cuore,
ad assumerci con gioia la missione che tu ci affidi:
continuare la tua presenza,
essere vangelo della tua risurrezione.
gerusalemmeSignore, Gerusalemme è ormai vicina.
Abbiamo capito che essa non è più
la città delle speranze fallite,
della tomba desolata.
È la città della cena, della pasqua,
della suprema fedeltà dell’amore di Dio per l’uomo,
della nuova fraternità.
Da essa muoveremo
lungo le strade di tutto il mondo
per essere testimoni della tua risurrezione:
grazie, Gesù.

Cardinale Carlo Maria Martini

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