Family 2012. Intervista a Federica Mormando: ridefinire la famiglia


3. Verso il VII INCONTRO INTERNAZIONALE DELLE FAMIGLIE

Intervista di Paolo e Franca

Federica Mormando, psicoterapeuta, presidente di Eurotalent Italia, autrice di libri, ci ha spesso stupito per i suoi interventi non convenzionali, provocatori in senso positivo, capaci di costringere alla riflessione.
Per questo l’abbiamo intervistata e le lasciamo il compito di accompagnare le nostre famiglie

 

Quali sono a suo parere le sfide principali che le famiglie in Italia oggi devono affrontare?

Capire la necessità di formare figli forti e preparati a vivere, pronti sia intellettualmente che caratterialmente. Il che significa capire e realizzare il proprio ruolo, vedere le carenze della scuola e supplirvi. Si tratta di ristabilire priorità: molti vogliono i figli innanzitutto felici, io credo che sia meglio volerli forti!

E poi c’è la necessità di ridefinire la famiglia e stabilizzare i matrimoni, anche per motivi economici, ma soprattutto per i figli. Per i bambini i divorzi e le famiglie allargate sono, troppo spesso, drammi profondi che non vengono superati facilmente.

Che cosa spaventa le famiglie? Che cosa le preoccupa?

Tutto! Dalla scuola al tempo da passare insieme ai soldi e ,nel momento storico che stiamo vivendo adesso, l’incertezza del lavoro. Per non parlare della droga e dei pericoli legati alla diminuita sicurezza, sia del traffico sia degli incontri che si possono fare andando in giro per le città (delinquenza, violenza, ecc.).

Quali sono gli errori che una famiglia non dovrebbe fare per educare?

  1. Non dare esempio di solidarietà e affetto nella coppia;
  2. non rendere i bambini partecipi dell’economia e dei doveri famigliari;
  3. non avere autorevolezza con loro;
  4. sostituire e/o anticipare le azioni dei bambini. Per esempio vestirli fino alle elementari, fare i compiti con loro anticipando le loro risposte e obbligandoli al vostro tempo di ragionamento ma anche non permettere loro di fare esperienze nuove a causa di ansia eccessiva.

Ma vengono fatti errori più seri e tristi come presentare loro la vita adulta come sgradevole e quindi crescere dei piccoli Peter Pan che non vogliono crescere, perchè schiacciati da ansie e continui giudizi.

Viziarli regalando loro di tutto e di più, riempirli di oggetti e fare credere loro che solo materialmente la persona si realizza; abituarli ad avere sempre bisogno di qualcosa o qualcuno, prendo il caso dell’animatore alle feste:anche da soli i bambini possono divertirsi; oppure offrendo loro corsi di qualunque genere di hobby o divertimento sia in voga al momento o passi per la testa al figlio di provare.

La cosa più grave, che sintetizza questa lunga lista, è non avere idee chiare sulle linee educative da seguire, sul loro scopo e sul modo per realizzarle.
Il genitore quindi si lascia convincere da ogni modello di educazione di cui viene a conoscenza, magari sentendolo da altri genitori, da educatori, professori e quant’altro senza avere una propria visione da perseguire e a cui aggrapparsi nel momento del bisogno.

Cassatt_Mary_Maternal_Kiss_1896A chi chiedere aiuto per educare i figli?

Possibilmente a nessuno! Pensare con la propria testa e assumersi le responsabilità, senza chiedere ogni minuto consigli!! Se veramente necessario, allora chiedere il parere di esperti, sicuramente molto validi, per comprendere situazioni cliniche, psichiche, scolastiche.

Si parla di donne aggressive che tolgono ai padri il loro spazio (e di uomini deboli che non fanno nulla per difenderlo): cosa ne pensa?

Molti uomini non hanno voglia di assumersi le necessità complesse della famiglia, da sempre. Sono quelli che una volta andavano al bar a giocare che uscivano la sera addossando tutto alle donne. La differenza è che adesso molte donne non accettano. Inoltre, il maschio non è ancora abituato a essere messo in discussione, cosa che ha fatto da sempre con le donne. Vive quindi come aggressività sia l’essere messo in discussione, sia il constatare l’eventuale superiorità della moglie. Questo perché gli uomini non hanno ancora imparato ad essere collaboranti anziché in perenne competizione.

Inoltre molti uomini, pur di non aver noie e problemi (e di non industriarsi a rendere più felice la vita delle loro compagne) si astraggono dai guai della famiglia e dall’educazione dei figli, anche se la moglie in difficoltà diventa intollerante, troppo nervosa e severa con i bambini.

Intervista di Paolo e Franca  per il blog: Famiglie Felici, 23 dicembre 2011

famiglie felici, blog di paolo pugni

Annunci