Il bagliore dello Spirito in noi


Ritiro sui frutti dello Spirito

Il supplemento di Catechisti Parrocchiali “Ragazzi & dintorni” lungo l’anno pastorale 2011-2012 ha proposto una riflessione sui doni dello Spirito. Qui viene presentata una pista di preghiera a conclusione del percorso, nel contesto di un ritiro con i ragazzi o di una celebrazione.

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Ecco un momento di preghiera e riflessione che vuole essere una sintesi sui frutti dello Spirito per prendere coscienza, in uno sguardo unitario e d’insieme, dei talenti che i ragazzi hanno ricevuto e di quelli che possono chiedere.
È diviso in tre parti. Si richiede:
un diamante, disegnato o realizzato in qualche modo;
un cartellone;
due cesti: in uno si collocano i fogli a forma di diamante che riportano il simbolo dei frutti, e nell’altro i fogli a forma di diamante che riportano i Vangeli proposti nelle celebrazioni sui frutti dello Spirito.

 

1. IL DIAMANTE
C. In questi mesi di cammino di catechesi insieme, abbiamo approfondito i frutti dello Spirito Santo, che egli fa maturare in noi, dandoci la possibilità e la forza di produrre raggi di luce e di bene per noi e per coloro che ci vivono accanto. Adesso, a conclusione di questo percorso, ammiriamo quanto lo Spirito ha realizzato e come risplende in noi. Ogni frutto è una sfaccettatura della carità di Dio. Il frutto è unico: l’amore. Come il diamante, la pietra più preziosa, ricercata e brillante, irradia chiarore e colore in ogni suo lato, così l’amore abbraccia e diffonde i frutti che lo Spirito produce in noi. L’amore, prima di tutto, è da contemplare nella persona di Gesù: a lui lo Spirito ci fa identificare progressivamente. Ogni frutto irradia luce se è vissuto con Gesù.
Canto: Gloria di Dio

Invocazioni alla Trinità
T. Rit. in canto: Manda il tuo Spirito, Signore
R. O Dio nostro Padre, manda su di noi il tuo Spirito di verità e di amore perché, illuminando le nostre menti e riscaldando i nostri cuori, possa produrre in noi i suoi frutti.
R. O Gesù, luce di Dio, illumina la nostra vita, perché siamo testimoni credibili e le nostre opere buone risplendano nel mondo.
R. O Spirito Santo, vieni in noi come luce e forza.

In ascolto della Parola

Dalla prima Lettera di Giovanni (4,1-21)
Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore.
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.
In questo l’amore ha raggiunto tra noi la sua perfezione: che abbiamo fiducia nel giorno del giudizio, perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell’amore.
Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo. Se uno dice: “Io amo Dio” e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello.

S. Commento alla Parola

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