Tutti pecore, tutti pastori


4a Domenica di Pasqua – Anno B

La parola di Dio di questa domenica ci esorta a riscoprire e a vivere la fede come “buon pastore”, cioè non come ricerca personale di salvezza, ma come responsabilità nei confronti della salvezza di tutti.

Letture: At 4,8-12; Sal 117; 1 Gv 3,1-2; Gv 10,11-18

“Io sono il buon pastore”, ci ricorda Gesù nel Vangelo di oggi. E subito la nostra mente elabora l’immagine del buon pastore con la pecorella sulle spalle. E altrettanto subito ci viene da pensare (o siamo invitati a farlo) ai preti che sono sempre di meno per i motivi che conosciamo bene, perché ce li ripetiamo da sempre; e alla necessità di pregare affinché il Signore susciti tanti giovani generosi disposti ad ascoltare la sua chiamata, “perché la messe è abbondante, ma sono pochi gli operai” (Lc 10,2).

Immagini, riflessioni ed esortazioni certamente buone, ma troppo usuali e perciò a rischio d’inconcludenza. Proviamo a uscire fuori dai luoghi comuni per entrare di più nel messaggio evangelico che, se è autentico, non può mai essere usuale e scontato.

Prima di tutto leggiamo bene il testo. Il pastore che ci propone l’evangelista Giovanni non ispira affatto sentimenti sdolcinati e vagamente poetici. È forte e deciso. Sta a guardia del gregge, lo difende dai lupi e dai ladri. Può sembrare persino duro e intransigente, dal momento che si arroga il diritto di essere l’unico a poter decidere chi può entrare e chi può uscire, nonché di essere l’unico pastore vero e l’unica porta dell’ovile, mentre tutti gli altri sono mercenari, ladri e briganti.
Queste caratteristiche non si contrappongo al pastore con la pecorella smarrita sulle spalle (Lc 15,4-7), ma la liberano da ogni sdolcinatura. Quel pastore che lascia le novantanove per andare a cercare la smarrita non è un sentimentalone, ma è forte, generoso, coraggioso, non teme i rischi, ed è disposto a dare la vita per le pecore. Tutte! Anche quelle che perdono la strada dell’ovile, e quelle che provengono da un altro recinto.

Chi è chiamato a imitare questo pastore buono (più precisamente sarebbe: “bello”, cioè l’ideale)?

»»» leggi il testo completo

Annunci