08
Mag
12

Una evangelizzatrice nel mondo della comunicazione: Assunta Bassi, figlie di san Paolo


Oggi, la mia giornata apostolica si apre con la lettura della testimonianza di sr Assunta, una Figlia di San Paolo, “tutta di un pezzo”, che ho avuto il dono di conoscere, di ascoltare di persona le sue domande dirette: Sei contenta di essere Paolina? Ti piace il nostro apostolato?… Possiamo fare tanto bene con il nostro apostolato!….
Ieri 7 maggio, Maestra Assunta, come la chiamavamo in congregazione, ci ha lasciate, ma il suo pensiero, il suo amore, la sua serenità, la sua testimonianza continueranno a guidare tante Figlie di San Paolo, e non solo.

  • assunta bassi - figlie di san paoloSr Assunta nacque il giorno seguente la nascita della Congregazione (Figlie di San Paolo) e percorse tutta la storia paolina con una gioia e un entusiasmo travolgente. Amava raccontare:
    «Quando vado per la strada mi piace guardare la gente, salutare, cerco di capire come vive. Ciò mi arricchisce molto. Qualcuno incontrandomi mi ha detto: – Lei è suora? – Sì, ho risposto. – E’ felice di essere suora? – Sì… – Si vede che è felice da come ci saluta».
  • Lasciamo a lei la parola perché con la sua bella capacità comunicativa, tipicamente toscana, ci racconti qualcosa della sua lunga vita:
    «La mia vocazione paolina è legata all’amore per la lettura. In un pomeriggio del mese di novembre 1927, andai dal Parroco di Licciana Nardi a restituirgli un libretto guida per il mese del Rosario. Avevo terminato le classi elementari e avevo frequentato il sesto anno complementare. Il Parroco mi fece questa proposta: “Potresti andare ad Alba dove si studia e si lavora attorno ai libri. Ti danno una cassetta con le lettere dell’alfabeto, tu cerchi le lettere, fai la parola, la riga e la pagina… Dopo tre anni decidi: se vuoi farti suora rimani là; se no, ritorni a casa tranquillamente”. Non avevo mai visto una suora ma dopo un attimo di silenzio, risposi: “Penso che rimarrò là”.
    In quel momento ho avuto la sensazione che qualcosa era successo dentro di me.
    Prima di allora pensavo come avrei arredato la casa quando, sposandomi l’ultima (sono la più giovane delle quattro sorelle Bassi), sarei rimasta padrona della casa. Ma da quel momento il mio pensiero fu: “Alba”. Un bel nome che mi faceva sognare un bel paese, un convento, delle suore che lavoravano a “fare i libri”… Partii per Alba insieme a mia sorella Lina, divenuta poi Sr Epifania e accompagnata dal mio babbo. Era il 2 gennaio 1928. Avevo 12 anni ma ne dimostravo di più. Quando bussammo alla porta del caseggiato, venne ad aprirci Maestra Tecla (Confondatrice e Prima superiora generale). Non era una suora come quelle che avevo visto nelle illustrazioni dei libri, era una donna vestita con abiti laici, semplici, stile paesano. Aveva uno sguardo profondo, sorridente e comunicativo.
    L’ambiente era povero, quasi squallido. Non c’era la “grande scala” né il “grande convento”; davanti all’entrata c’erano grosse pietre per evitare di affondare nel fango. Al mattino ci si lavava nel catino che era ai piedi del letto. In refettorio c’erano rozze panche. In cappella alla sera, si faceva la Visita (l’Adorazione) inginocchiate per terra. Non capivo dov’ero capitata. Mi sembrava tutto tanto strano. Mi convinsi subito che non avrei resistito molto in quello stile di vita e quindi sarei morta presto (entro 15 o 20 giorni). Pensavo: “Ho voluto venire, ho insistito vincendo la resistenza di mio babbo. Ora sono qui, ci rimango e, se muoio, pazienza”. Mi rassegnai a questa sorte e incominciai a pregare per avere una buona morte, con l’aiuto di Dio. Ricordo che una sera, dopo cena, mi accorsi che non mi pesava più l’angoscia e finalmente mi sentii contenta».

Ad Alba, Sr Assunta visse il noviziato ed emise la prima professione, il 30 novembre 1932. Nel 1934 venne trasferita a Roma per assumere il compito di formatrice e insegnante mentre lei stessa frequentava i corsi di filosofia e teologia organizzati in Congregazione. Nel Capitolo generale del 1957, venne eletta consigliera generale, compito che le venne riconfermato in occasione del Capitolo del 1964, alla morte di Maestra Tecla. Non si può sintetizzare in poche righe l’impegno apostolico di M. Assunta. Lei stessa ricordava quegli anni tanto intensi: «Sollecitate da Don Alberione e sostenute dalla fede incoraggiante di M. Tecla, il nostro lavoro era stato talmente coinvolgente e impegnativo, e le iniziative erano talmente incalzanti, che non riuscivamo a renderci conto del tempo che passava e delle realizzazioni piccole e meno piccole che ci lasciavamo alle spalle. Si guardava avanti. Ora ripensandoci, mi domando: “Ma come è stato possibile? In che modo si è compiuto questo cammino?”. Lo sa solo il Signore».
M. Assunta continua il suo racconto:

    «Al Capitolo speciale non fui rieletta consigliera per l’apostolato. Dovetti lasciare il campo delle iniziative apostoliche. Posso assicurare con tutta sincerità che non è stato affatto un dramma per me. Prima della chiusura del Capitolo, fui mandata ad Alba come Maestra del gruppo che si preparava alla professione perpetua. Niente cambiò nel mio animo: l’apostolicità è parte essenziale della nostra vocazione e si è paoline, apostole, qualunque sia il lavoro che ci viene affidato».

Nel 1973, venne nominata superiora della comunità di Torino e, tre anni dopo, superiora delegata della Spagna. Nel Capitolo generale del 1977, venne nuovamente eletta consigliera generale per un sessennio.
Dal 1984, svolse il servizio di superiorato nelle comunità romane dipendenti dal governo generale: Via dei Lucchesi e Borgo Angelico dove allora risiedevano le sorelle che operavano nei dicasteri vaticani e, infine, nella comunità apostolica di Via del Mascherino. Trasferita quindi nella comunità di Roma Castro, si dedicò soprattutto a lavori redazionali e alla formazione delle giovani generazioni paoline attraverso una continua e appassionata comunicazione delle motivazioni che avevano sempre sorretto la sua vita. Raccolse le ricche esperienze apostoliche nel volume: «La missione delle Figlie di San Paolo».
Dall’anno 2004 si trovava ad Albano, dapprima nella comunità “Tecla Merlo” e quindi nella comunità “Giacomo Alberione”. Scriveva:

    «Sono immensamente grata a Dio della vocazione che mi ha dato. Ogni tanto penso con meraviglia come ha potuto il Signore pensare a me. Sono felice di essere paolina. Per temperamento mi riesce facile ricordare le cose belle della mia vita. Devo fare uno sforzo per ricordare i momenti pesanti e dolorosi. Quando mi è stato domandato quali sono stati i momenti più duri della mia vita, non sono riuscita a ricordarne neppure uno…».

Con profondo senso contemplativo, ripercorreva i diversi eventi della sua ricchissima esperienza:

    «Cosa provo pensando al cammino della Congregazione? Mi domando: come si è potuto fare? E mi convinco che Gesù, il nostro Maestro, ha mantenuto la sua promessa, è stato con noi e ha reso possibile l’espansione della Congregazione e le sue molteplici iniziative apostoliche. Tutto è avvenuto nello stile di Dio: Lui fa cose grandi nella semplicità, nella povertà, nel silenzio…. Il nostro animo si commuove di fronte alla fedeltà e alla bontà infinita del Signore. “Non temete!”. E’ su di Lui che dobbiamo contare».

Scriveva nelle sue note:

    «Penso all’importanza della formazione specifica e della scuola orientata decisamente alla missione. Penso all’urgenza di una grande collaborazione a tutti i livelli per riuscire a “trasfondere” nella vita quotidiana la sintesi dei valori essenziali della vocazione paolina: vita spirituale contemplativa nella preghiera e nell’attività; zelo intenso, sensibilità storica ed ecclesiale, mistica nell’agire apostolico per assumere le novità in un contesto di maturazione vocazionale, motivandoci, cogliendo i valori delle nostre radici e sentendoci sempre più mosse dall’urgenza di dire “Gesù Salvatore” con linguaggio aggiornato, evangelico, comprensibile agli uomini che attendono».

    Le sorelle che hanno avuto il dono di avvicinarla in questi ultimi anni, ricordano c

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3 Responses to “Una evangelizzatrice nel mondo della comunicazione: Assunta Bassi, figlie di san Paolo”


  1. 9 maggio 2012 alle 21:11

    Grazie Maestra Assunta. Ogni incontro con te ha sempre segnato la mia vita di paolina. Da nessuno di questi incontri, anche casuali, ci si salutava senza aver parlato di vangelo, di apostolato; senza restare colpita dal tuo entusiasmo, dalla tua sete di conoscenza, di ricerca di risposte apostoliche; senza avermi portato dentro una tua parola, un tuo sguardo empatico, profondo; una interpellanza. L’ultimo nostro incontro, fino ad ora, questa mattina, ma credo ce ne saranno altri, perché sono certa tu continuerai a incontrarci, spronarci, richiamarci alla fedeltà al Vangelo, alla ricerca di come annunciarlo… E si, anche stamattina, ci siamo parlate…
    Grazie Maestra Assunta!
    Grazie per la Bella notizia che sei stata e che sei per ogni Figlia di San Paolo, per ogni membro della Famiglia Paolina, per la Chiesa, per gli uomini e le donne di ogni tempo che in modo diretto o indiretto sono venute e continuano a venire a contatto con te da ogni angolo della terra.
    Grazie. L’Anima mia magnifica il Signore, perché grandi cose ha fatto in te l’onnipotente. Ha guardato alla tua umiltà e tu ti sei resa docile alla sua Parola.
    Grazie.

  2. 2 Carlo
    8 maggio 2012 alle 14:46

    Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. (Ef.2; 19,20)

  3. 3 lucetta
    8 maggio 2012 alle 12:09

    L’eterno riposo dona a madre Assunta, o Signore, splenda a lei la luce perpetua, riposi in pace…..e possibilmente accanto alla sua mamma terrena. Così Sia.


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