A corto di banconote di coraggio, mercanteggiamo la Parola


comprare-soldi-sfondo-bianco-le-mani_3320605Signore, devi proprio permettermela questa esplosione di amarezza, ma è che mi sono accorta che mercanteggiamo sulla tua parola.
Abituati a comprare ai mercati e alle fiere paesane, dove stiracchiamo sul prezzo, facciamo così anche con te.
Sulla nostra testa piovono le frasi più provocatorie, più minacciose e più tenere che tu abbia mai pronunciato. Noi siamo pronti ad accoglierle con gli «amen» più corali finché non intaccano la nostra vita. Quando si tratta poi di tradurre la tua parola in gesti coerenti, allora, ahimè, cominciamo a chiederti sconti, perché ci troviamo a corto di banconote di coraggio.
Così, ci riteniamo in diritto di manipolare il messaggio, di tagliare qua e là, di presentarlo adattato alla nostra statura.
Quando percepiamo che una frase si ritorcerebbe contro di noi come un boomerang, la disinneschiamo della sua carica esplosiva ignorandola.
Ma il tuo Vangelo, Signore, non può essere accettato a metà e il resto rispedito al mittente: o tutto intero o niente.
Tu non ami le mezze misure che, invece, piacciono tanto a noi.
Tant’è che accettiamo l’idea di perdonare, ma non di dimenticare.
Di essere percossi, ma non di porgere l’altra guancia.
Di essere solidali, ma non di perdere la nostra vita.
Condanniamo l’attaccamento del denaro e giustifichiamo l’adulterio.
Predichiamo l’amore e coltiviamo sentimenti deteriori.
Abbiamo persino incarichi nella comunità ecclesiale
e siamo occasione di scandalo con la nostra doppia vita.
Ma, Signore, dimmi: come hai fatto a fidarti di noi,
che cosa hai trovato di buono in noi per affidarci la tua parola?
Immagino la tua delusione quando ci vedi naufragare
nella palude della nostra spilorceria spirituale.
Tu ci hai dato tutto di te e noi ti concediamo gentilmente un dieci per cento stentato.
Tu hai inciso il nostro nome nel tuo cuore e noi abbiamo il tuo solo sulle labbra.
Tu hai contato i nostri capelli e noi non sappiamo contare fino a dieci
le tue leggi che riassumono l’amore.
I nostri cuori sono diversi, mio Dio.
Il tuo è un cuore infinito,
il nostro un cuore impazzito che ricerca altrove la felicità che può ricevere solo da te.

bancarellaMa tu, Signore, colma questa distanza astrale che c’è fra noi.
Facci comprendere che solo nell’accoglienza totale della tua parola è la nostra gioia.
Che il Vangelo non è una bancarella dove e possibile acquistare sotto costo roba ricettata.
Che ogni valore proposto porta un marchio origine controllata e come tale non ha altro pr se non quello della gratuità del dono.
Fa’ che non una sola sillaba della tua parola e da sul terreno roccioso e che ognuno di noi diventi terreno fecondo.
Cosi sia.

Edvige Di Venezia; Preghiere sulla pelle, Paoline

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