Giovanni, il precursore (Lc 1, 5-17. Lc 1,57-66.80)


Giovanni Battista battezza GesuLa natività di Giovanni Battista
richiama immediatamente quella di Gesù;
la nascita miracolosa del precursore,
generato da un padre anziano e da una madre sterile,
non aveva infatti altro scopo
che quello di preparare la venuta imminente
del salvatore.
L’amico doveva nascere prima dello sposo,
il servo prima del suo signore,
la voce prima del Verbo,
la fiaccola prima del sole,
il messaggero prima del giudice,
il riscattato prima del redentore.

Giovanni stesso l’ha detto:
«Dopo di me viene un uomo
che mi è passato avanti,
perché era prima di me.
Io non lo conoscevo;
ma sono venuto a battezzare con acqua
perché egli fosse fatto conoscere a Israele»
(Gv 1,30-31).

Giovanni è stato precursore del Cristo
con la sua nascita, la sua predicazione,
il suo battesimo e la sua morte.
Ha iniziato questa missione
ancora nel grembo di sua madre.
Il padre, Zaccaria, era diventato muto
a causa della propria incredulità,
ed egli, prima ancora di poter parlare,
gli ha restituito miracolosamente la parola
facendogli pronunciare il suo nome.
Non poteva ancora far giungere
la sua voce alle orecchie degli uomini
e già, sussultando nel seno di sua madre Elisabetta,
l’avvertiva della presenza del re del cielo,
nascosto nel seno della Vergine.

Il che fece dire ad Elisabetta:
«Appena la voce del tuo saluto
è giunta ai miei orecchi,
il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo».
s. Pier Damiani, Omelia 24

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