Testimoni di un ALTRO!


Testimone di Colui che è oltre da me,

che ho incontrato e ha cambiato la mia vita

carlo maria martini testimone del nostro tempoChe cosa vuol dire testimoni?
Indica che voi non volete esprimere una vostra idea,
non volete comunicare una vostra dottrina,
qualche cosa che avete trovato
e che vi è sembrato importante,
ma indica che siete testimoni di un Altro,
che la vostra vita è tutta relativa ad un Altro.
Testimoni vuol dire che voi date testimonianza
su qualcuno che avete visto e udito.
Il testimone è dunque colui che ha visto Gesù,
l’ha ascoltato e ne dà testimonianza.
La qualifica fondamentale del catechista
è di essere testimone della fede,
di avere lui stesso fatto per primo l’incontro con Gesù,
di avere per primo acceso nel suo cuore e nella sua mente
la fiaccola della conoscenza di Gesù,
di avere per primo ascoltato le parole della Scrittura,
di avere per primo conosciuto la forza
della croce del Signore di cui è testimone.
Se abbiamo incontrato Gesù un po’ superficialmente,
per tradizione o per abitudine,
se di lui non abbiamo un’idea precisa,
se non lo conosciamo come forza, come salvezza,
come Signore della nostra vita, come vita dell’uomo,
come soluzione dei problemi umani, come risposta ai nostri interrogativi,
come pane che nutre la nostra vita. come medicina per le nostre sofferenze e ferite,
come colui che riempie i nostri desideri, allora non possiamo esserne testimoni.
Testimonianza indica dunque un rapporto preciso,
vissuto e intenso con Gesù Signore dell’uomo, Figlio di Dio, rivelatore del Padre,
verità che illumina la storia.
Tutto questo vi deve dare coraggio:
voi non predicate voi stessi, voi non siete propagandisti della Chiesa
ma testimoni di Gesù e di ciò che lui è per l’uomo, per l’umanità, per la storia.
Tuttavia non basta essere testimoni, avere cioè visto e ascoltato Gesù,
aver contemplato il suo mistero e la sua azione, mediante lo Spirito, nella Chiesa di tutti i tempi.
Bisogna essere testimoni-catechisti.
Questa parola aggiunge alla prima la capacità di spiegare,
di far capire, di trasmettere anche con parole, con gesti e con segni,
il significato profondo, organico, sistematico, completo di ciò che Gesù è per l’uomo.
Essere catechisti non vuol dire semplicemente proclamare,
come lo si può fare in una testimonianza di fronte ad altri,
che Gesù è il Signore, che Gesù è la vita dell’uomo.
Essere catechisti vuol dire spiegare il mistero di Cristo
nel rapporto con la vita, l’esperienza, i desideri della gente,
spiegare la sua pertinenza all’esistenza umana, fare cogliere,
con parole e gesti adeguati, che Gesù è davvero vita dell’uomo.
L’essere catechisti richiede dunque quella capacità
di fare passare con parole, con gesti e con la testimonianza personale
il senso del rapporto tra Cristo e la vita;
richiede di far comprendere a colui che ascolta
quello che può intendere del messaggio cristiano
in modo che questa comprensione gli allarghi il cuore,
si aggiunga ad altre comprensioni del mistero,
e produca un’intellezione globale, soddisfacente, positiva,
entusiasmante del mistero di Cristo.
Cardinale Carlo Maria Martini

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