The lady – L’amore per la libertà – cinema


Il film racconta la straordinaria avventura umana e politica di Aung San Suu Kyi, l’orchidea d’acciaio del partito democratico birmano . L’impegno per la libertà che la porta a sacrificare la sua vita si manifesta nel film attraverso persecuzioni, privazioni, affetti lacerati. Il regista tratteggia la vita di questa donna forte con uno stile narrativo dal taglio biografico, carico di sentimenti e emozioni.

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Il Film

Il film The Lady racconta la straordinaria avventura umana e politica di Aung San Suu Kyi, l’orchidea d’acciaio del partito democratico birmano, attiva da decenni contro la dittatura e in difesa dei diritti umani nel suo Paese. Quando nel 1988 il popolo birmano insorge contro la giunta militare, da Londra, dove risiede con il marito Michael e i due figli Kim e Alexander, Suu torna in Birmania per combattere il regime militare che sta uccidendo ogni forma di libertà e democrazia e inizia il suo lungo scontro con il potere oppressivo dei capi di governo. Costretta agli arresti domiciliari quasi ininterrottamente dal 1989 al 2007, intorno a lei nasce una corrente di opposizione al regime che cresce sempre di più fino a mettere in difficoltà i generali al potere. Tenace e ferma sulle proprie posizioni pacifiste, Aung porta la Birmania all’attenzione internazionale, al punto che nel 1991 viene insignita con il Nobel per la Pace che non potrà però ritirare, lo faranno per lei il marito e dai figli. Messa di fronte alla consapevolezza che se decide di tornare a Londra dalla famiglia non potrà più rientrare nella sua terra, San Suu Kyi sceglie di restare e continuare a battersi per la libertà del suo popolo. Questa scelta radicale le impedirà di vedere crescere i figli e di assistere il marito durante la malattia che l’ha condotto alla morte nel 1999. Viene liberata nel 2010.

Per riflettere dopo aver visto il film

Aung San Suu Kyi, sostenitrice dei diritti civili del suo popolo, che per oltre vent’anni ha sacrificato la propria libertà e gli affetti familiari, è certamente una icona dei diritti umani tra le più commoventi e straordinarie degli ultimi decenni. Il regista tratteggia la vita di questa donna forte con uno stile narrativo dal taglio biografico, carico di sentimenti e emozioni, che inizia con l’assassinio del padre, Aung aveva tre anni, percorrendo successivamente quarant’anni di storia. Il fulcro del film gira tutto intorno al dramma personale di Aung, denominata orchidea d’acciaio la quale, pur di non rinnegare il suo sostegno a favore del popolo birmano, accetta di vivere lontana dal marito inglese Michael Aris e dai suoi due figli. L’impegno per la libertà che la porta a sacrificare la sua vita si manifesta nel film attraverso persecuzioni, privazioni, affetti lacerati. Il contesto è quello storico e politico che poggia sul dramma umano della protagonista. "Una donna di appena 50 chili che ha tenuto testa a un esercito con la sola forza dell’amore", dice di lei Besson. La principale riflessione sulla storia della Birmania è contenuta nella leggenda che Aung San narra alla figlia e che nel film diventa una sorta di introduzione alla libertà e alla sovranità del suo popolo…

 

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